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Home Page > Aborto > Facebook rimuove gli annunci elettorali di gruppi pro-life
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Come ormai è assodato da tempo, Facebook effettua continue censure nei confronti della galassia di realtà pro life che fanno attivismo sui social: recentemente ha rimosso e respinto gli annunci elettorali di molti gruppi pro life con le storie di due bambini sopravvissuti a parto prematuro.

L’Associazione Susan B. Anthony List, che opera in difesa della vita a livello nazionale e che ha bussato alle porte di più di 2 milioni di cittadini degli Stati Uniti per promuovere l’affluenza alle elezioni di midterm del 2018, ha denunciato l’ingiusta censura di questa settimana dopo che Facebook aveva provveduto a censurare due dei suoi 30 secondi di pubblicità inneggianti alla vita.

La voce del buon senso Uno degli annunci video presenta la felice storia di Micah Pickering, nata a 22 settimane di gestazione. La madre, Danielle Pickering, dice nel video che chiunque affermi che «un bambino a 20 settimane non ha il diritto di vivere» dovrebbe venire a vedere Micah. Alla fine del video, un narratore dice che il candidato democratico dell’Iowa per il ruolo di governatore, Fred Hubbell, «sostiene aborti dolorosi tardivi» ed è «semplicemente troppo estremista per diventare il Governatore dell’Iowa».

Il secondo video presenta la storia di Charlotte Ryun, nata a 24 settimane di gestazione. Nel video, il padre di Charlotte, Ned, afferma che le persone che «difendono gli aborti tardivi» dovrebbero «guardare» Charlotte. Un narratore alla fine dello spot dice: «I bambini non nati meritano protezione, vota a favore della vita a novembre».

La Human Coalition, un’organizzazione no-profit a favore della vita, ha visto censurati i propri annunci da Twitter sin dall’inizio di quest’anno. «Mentre Twitter, ad esempio, consente a Planned Parenthood di promuovere l’aborto e pubblicare altri contenuti offensivi, noi della Human Coalition siamo stati ripetutamente bloccati». Allo stesso tempo, «Apple ha rimosso l’app di preghiera pro-vita di Human Coalition dall’App Store senza preavviso». Siamo proprio sicuri che il mondo dei social media sia libero? Per coloro che promuovono la vita c’è molta censura e poca libertà.

Luca Volontè

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2 Commenti, RSS

  • Giorgina Drigo

    dice su:
    10/04/2019 alle 13:43

    Luigi Di MAIO non ha partecipato al family day, nelle interviste dice che non ha partecipato perchè nel Vostro congresso
    si asseriva che le donne devono starsene a casa dal lavoro, e la legge 194 deve essere abolita. Se questo non è vero
    perchè non fate in modo che qualcuno Vi intervisti per chiarire o smentire. Io personalmente sono certa che non sia vero, ossia penso che la donna se lo desidera possa lavorare, mentre per quanto riguarda la legge 194 non è stata
    applicata come doveva essere in origine: ossia la donna prima di decidere doveva essere aiutata da psicologi ed
    associazioni allo scopo di dissuasione, ma alla fine era sempre la donna a decidere. Questo andrebbe chiarito.
    Cordialità Drigo Giorgina.

    • Redazione

      dice su:
      12/04/2019 alle 21:34

      Guardi che l’abbiamo detto ridetto e scritto. I giornaloni hanno mentito spudoratamente (e abbiamo sporto diverse querele). Se lei legge la stampa alternativa (La Verità, la Bussola e qualche altro, loro riportano le cose come stanno).

      Ma chi è che oggi come oggi si sogna di volere le donne chiuse in casa? I Mussulmani!

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