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Vita scomoda? Vita “indegna di essere vissuta”? Ecco la soluzione: una morte comoda!

 Un articolo di National Right to Life News ci mostra la “nuova e brillante” invenzione del più noto attivista a favore dell’eutanasia in Australia.

Il Dr. Philip Nitschke, meglio conosciuto come il “Dottor Morte” (di cui abbiamo già parlato) è tornato a far notizia con un’altra macchina per suicidarsi, la capsula Sarco e, come sempre, lo fa con la sua ben nota fierezza che, prima che fosse radiato dall’albo dei medici perché (giustamente) considerato un “pericolo pubblico”, lo portava a procurare l’eutanasia a chiunque la richiedesse.

Per gli increduli riportiamo un’intervista in cui il dottore, autore anche di The Peaceful Pill, un libro disponibile su Internet che fornisce istruzioni dettagliate su come usare droghe e veleni per suicidarsi, afferma che chi ritiene di aver concluso la sua vita avrebbe il diritto di morire.

Ebbene, il frutto del suo impegno, questa macchina, consentirebbe, a chiunque abbia la sua chiave di accesso, di morire semplicemente premendo un pulsante.

La possibilità di accedere al dispositivo fatale, infatti, sarà consentito mediante un questionario mentale on-line che fornirà un codice di accesso a quattro cifre. Entrato nella capsula, chi desidera liberarsi della propria vita in un semplice click può attivare la capsula che, sprigionando azoto liquido al suo interno, abbasserà rapidamente il livello di ossigeno conducendo a morte certa in alcuni minuti.

Questo efficentissimo dispositivo, sviluppato nei Paesi Bassi da Nitschke e un ingegnere, può essere stampato e assemblato in 3D ovunque. Inoltre la capsula può essere staccata dalla macchina Sarco e riproposta come una bara elegante e lucente mentre la base della macchina può essere riutilizzata per togliere la vita ad altre persone.

L’inventore, contento di essere vicino al suo obiettivo di garantire una buona morte a chiunque la vuole e quando la vuole, parlando della sua creazione afferma: «Chiunque possa superare il test d’ingresso, può entrare nella macchina e terminare legalmente la propria vita».

Dev’essere bello far decidere a un questionario circa la propria idoneità a morire… Davvero una bella esperienza sentirsi dire da una combinazione di domande che la propria vita non ha più ragion d’essere. Soprattutto facile. Conclude infatti il sopracitato articolo: «Se solo le amorevoli cure per i disabili e i morenti fossero facili come ucciderli»!

Luca Scalise


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