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Home Page > Gender > Gender: a Panama grande manifestazione per la famiglia
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I media non ne parlano e si capisce il perché, però è bene sapere che nel mondo l’opposizione all’ideologia gender e al tentativo di distruggere la famiglia non solo non si ferma, ma raccoglie sempre più sostenitori.

Lo scorso 13 luglio ad esempio, la Alianza Panameña por la Vida y la Familia ha fatto scendere in piazza migliaia di persone nella capitale panamense e in altre regioni del Paese centro-americano.

L’anno scorso era accaduto lo stesso e ne avevamo dato notizia.

Alla marcia in difesa del buon senso e dei bambini hanno partecipato persone di ogni età, estrazione sociale, credo religioso e convinzione politica. Tra i gruppi più impegnati nella lotta bisogna comunque segnalare la Chiesa cattolica ed i cristiani evangelici, nel segno di un sano ecumenismo, favorevole alla vita, alla famiglia e alla sana educazione dei figli, che qualcuno nei giorni scorsi su autorevoli riviste ha bollato come ‘fondamentalismo’ pericoloso: evidentemente chi dovrebbe avere a cuore più di tutti i principi non negoziabili, ultimamente sembra essersi venduto al nemico… Ma torniamo alle cose belle.

I manifestanti di Panama hanno ribadito il loro rifiuto del progetto di legge 61 che mira a introdurre nelle scuole un tipo di educazione sessuale improntato all’ideologia gender. I genitori e le famiglie non ci tanno e vogliono per i loro figli non l’indottrinamento delle lobby LGBT, ma una formazione seria e fondata sulla realtà.

Inoltre la Marcia è servita anche per mettere in guardia i politici (e chi li manovra) contro ogni tentativo di legalizzazione del cosiddetto matrimonio gay, perché la Costituzione panamense parla chiaro: il matrimonio è solo tra uomo e donna.

Insomma, si è trattato di marciare per difendere quello che dovrebbe essere normale per tutti, senza alcun intento discriminatorio verso nessuno: ciascuno infatti è libero di vivere privatamente come vuole e con chi vuole, ma nella sfera pubblica una minoranza non può imporre a tutti i suoi capricci (capricci sì, non diritti come ci vogliono far credere) stravolgendo la società, l’ordine naturale e l’essenza stessa dell’umano.

Federico Catani

Fonte: Tvn; la foto sopra è presa da Telemetro


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