Attendere prego

Home Page > Gender > Gender a scuola in UK: a 4 anni si scelga il sesso che si vuole
gender_scuola_SOS.svg

Dicono che la teoria gender non esiste e che in nessun modo viene inculcata ai bambini.

Il caso di cui stiamo per parlare, però, dimostra esattamente il contrario. Ed è davvero terrificante.

Apprendiamo da LifeSiteNews che i comuni inglesi di Brighton e Hove hanno inviato una lettera ai genitori con figli in età da scuola dell’infanzia invitandoli a supportare i propri pargoli “nella scelta del genere con cui si identificano di più”.

Il gesto, fortemente elogiato dall’associazionismo LGBT britannico, ha suscitato enorme scalpore e, fortunatamente, molte proteste tra le mamme e i papà.

Ci rendiamo conto – è scritto nella lettera – che non tutti i bambini e i ragazzi si rispecchiano nel genere che è stato assegnato loro alla nascita, o che possono identificarsi con un genere altro rispetto a maschio o femmina. Tuttavia il sistema attuale (predisposto a livello nazionale) registra il genere solo come maschile o femminile“. Bisogna quindi superare questo stereotipo e questa visione antiquata della realtà. È necessario andare oltre. Talmente avanti che, nel caso in cui il bambino (intorno ai 3  o 4 anni!) non si senta né maschio né femmina, sarebbe bene lasciare lo spazio in bianco nel modulo di iscrizione alla scuola e parlarne con gli insegnanti.

Emma Daniel, presidente del Comitato pari opportunità del distretto di Brighton, ha difeso la missiva sostenendo che si tratta di un modo per non discriminare nessuno e dare ‘sicurezza’ a tutti.

Ma un bambino di quattro anni può avere piena consapevolezza della propria ‘identità di genere’? Siamo di fronte ad una vera e propria violenza nei confronti dell’infanzia. In nome della teoria gender e degli interessi delle lobby LGBT, per nulla rappresentative della maggioranza delle persone omosessuali. Inoltre si tratta di un palese attacco alla libertà di educazione dei genitori, che hanno il diritto di crescere i figli in base ai propri valori familiari. Senza che lo Stato (o il Comune) interferisca in maniera totalitaria e assolutamente contraria alla ragione ed al buon senso. miur_gender_scuola

La scuola – ha commentato giustamente il parlamentare conservatore Tory Andrew Bridgen – dovrebbe insegnare ai bambini a leggere e scrivere, non incoraggiarli a considerare un cambio di genere.

Abbiamo inserito questo testo aggiuntivo sull’identità di genere per rispondere agli appelli di famiglie, studenti e istituti scolastici, allo scopo di mostrare un approccio più inclusivo – ha replicato Emma Daniel. C’è infatti un numero crescente di bambini e ragazzi, in tutto il Paese, che si identifica come trans“. Il bello è che i più piccoli si identificano pure, per gioco, con animali, supereroi e chi più ne ha più ne metta. Ma nessuno ha mai pensato di trattarli sul serio come Batman o Spiderman. Lasciamo che i bambini siano bambini. Non distruggiamo la loro innocenza.

A dover essere ‘rieducati’ sono senza dubbio coloro che hanno pensato e scritto questa folle lettera…

Redazione


DONA IL TUO IL 5×1000 A PROVITA! Compila il modulo 730, il CUD oppure il Modello Unico e nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e delle associazioni di promozione sociale” indica il codice fiscale di ProVita94040860226. GRAZIE!

Sostieni Pro Vita

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati