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Home Page > Gender > Gender: la Norvegia boccia il terzo genere
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In Norvegia l’ideologi gender ha subito una battuta d’arresto.

Nel Paese scandinavo, simbolo di progresso, democrazia e civiltà, il Parlamento ha detto “No” al terzo genere.

Il partito laburista infatti aveva chiesto di introdurre ufficialmente negli atti e nei documenti il termine hen, che nella neolingua indica chi non si sente né uomo, né donna: il genere neutro, per intenderci.  

La proposta si inseriva nell’insieme di misure che il Paese sta adottando ormai da tempo a favore del mondo LGBT. Questa volta però qualcosa è andato storto, perché al momento di votare i laburisti sono stati messi in minoranza.

Si tratta indubbiamente di una buona notizia, visto soprattutto il clima che si respira in Norvegia. Non dimentichiamo che è lo stesso Stato in cui i figli vengono strappati alle famiglie per futili motivi (ne abbiamo parlato ad esempio qui, qui, qui e qui), dove l’aborto non è un problema e gli omosessuali non sono certo rifiutati.

Nonostante Jan Elisabeth Lindvik, presidente di un’associazione di persone trangender, abbia dichiarato che il voto parlamentare è stato solo uno stop momentaneo, dicendosi certa che sul fronte “terzo genere” è solo questione di tempo, resta il fatto che su questo tema la Norvegia ha già dato segnali positivi in passato.

Alcuni anni fa, nel documentario noto come “Il paradosso norvegese”, un comico era riuscito a smascherare le menzogne su cui si fonda l’ideologia gender, tanto che alla fine vennero sospesi i finanziamenti statali al Nordic Gender Institute.

La battaglia certamente andrà avanti, senza che si badi al senso del ridicolo. Anche perché nel mondo vi sono già Paesi che riconoscono questo presunto “terzo genere”. Il Nepal è stato il primo a introdurlo, nel 2008 e in Australia, dal 2011, nei documenti di identità e nei passaporti le persone transgender hanno la possibilità di barrare una casella ‘X’ al posto delle tradizionali ‘M’ o ‘F’.

Al momento però la vittoria è del buon senso.

Redazione

Fonte: The Local


 

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3 Commenti, RSS

  • Mario ProVita

    dice su:
    07/03/2017 alle 10:45

    Bene, ma c’è ancora tanto lavoro da fare per la Norvegia… difendiamo i nostri bambini!

  • Anna Maria Pacchiotti

    dice su:
    08/03/2017 alle 09:22

    In Norvegia le persone sono senza Dio, pari agli Zombie.
    Una cara amica è andata come Missionaria, ha 12 figli. Tutti andavano a trovarli per provare un po’ di felicità in famglia.
    I paesi nordici non sono avanti, sono nella peggiore arretratezza morale.
    Questo è certamente un passo avanti.

    • Giovanna fabbri

      dice su:
      18/03/2017 alle 18:47

      Scusami sono una coppia del Cammino. Mi ricordo le prime famiglie che sono partite per evangelizzare e il salmo ” come un Pastore porta sulle spalle, la pecora perduta …. ” Sicuramente saremo chiamati ad un evangelizzazione in tutta Europa, visto l’andamento di questi tempi. Migliore la situazione in Russia, Polonia, Ungheria … dove hanno gia’ pagato i danni dell’ideologia della sinistra.

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