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Home Page > Gender > Gender tiranno, i Braveheart spagnoli gridano: “Libertà!”
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Di fronte all’imposizione del’ideologia gender nelle scuole, del totalitarismo arcobaleno in tutte le sue forme e agli attacchi verso chi continua a difendere la famiglia naturale, in Spagna è nata la Piattaforma per le Libertà.

Si tratta di un coordinamento di varie associazioni civiche unite dalla comune opposizione alle leggi approvate da varie Comunità autonome del Paese per privilegiare la comunità LGBT.

A guidare questa nuova realtà c’è la ex deputata del Partito Popolare Lourdes Méndez, che presentando il Manifesto della Piattaforma ha denunciato quello che considera un vero e proprio attacco alla Costituzione, in base alla quale tutti i cittadini spagnoli sono uguali di fronte alla legge. Le norme contestate, invece, di fatto elevano a “cittadini di serie A” quelli LGBT.

Oltre a ciò, Méndez ha lanciato l’allarme sullo stato della libertà in Spagna: con la scusa dell’omofobia e della lotta alla discriminazione, infatti, si è instaurato un sistema da Grande Fratello orwelliano in salsa gay, alla cui oppressiva supervisione devono sottostare studenti, genitori, insegnanti ed educatori, giornalisti, medici, psicologi e, in definitiva, tutti i cittadini.

La Piattaforma, come accennato, raccoglie ogni organizzazione che abbia a cuore questa battaglia. All’iniziativa hanno aderito associazioni educative e scientifiche, giuridiche e di vittime dell’ideologia gender, di varie confessioni religiose e alcune dichiaratamente laiche.

L’attacco della lobby LGBT (o Gaystapo) infatti è a 360 gradi e dunque occorre difendersi attraverso tutti gli strumenti offerti dallo Stato di diritto, anche perché il mondo politico (a destra come a sinistra) ormai è stato totalmente infeudato dal “partito” dell’arcobaleno.

Come abbiamo scritto in svariate occasioni, la situazione in Spagna è sempre più soffocante. I sottoscrittori del Manifesto ricordano che le leggi approvate da molte Comunità autonome non vogliono solo indottrinare bambini e ragazzi e cancellare quindi il diritto dei genitori a educare i figli in base ai propri valori, ma anche mettere a tacere la ricerca e la verità scientifica: sappiamo bene, in effetti, che la teoria gender non ha alcun fondamento nella scienza, ma è pura ideologia e per questo la lobby LGBT non ammette alcuna discussione.

Fatto per certi versi ancora più grave è che, in base a tali norme, medici e psicoterapeuti vedono limitata la loro libertà professionale, perché non possono aiutare le persone con tendenze omosessuali ad uscire dalla loro condizione. Per i legislatori spagnoli si tratterebbe di terrorismo, coercizione e manipolazione. In realtà, però, l’aiuto viene offerto a quanti, liberamente e consapevolmente, chiedono di poter recuperare la loro eterosessualità. Chi sarebbe allora il vero omofobo?

Per non parlare poi delle imposizioni all’attività giornalistica: chi non si adegua ai dogmi arcobaleno incorre in gravi sanzioni. Stesso discorso, ovviamente, vale per gli insegnati.

Insomma, data la realtà, la Piattaforma si batte per l’abrogazione di tutte queste leggi liberticide, che nulla hanno a che vedere con la lotta alla discriminazione.

Nonostante il totalitarismo, il desiderio di libertà, di ragionevolezza e di buon senso è ancora vivo e capace di far alzare la testa alla Spagna migliore. Fortunatamente ci sono ancora tanti Braveheart che non si piegano al tiranno e lottano fino in fondo per la libertà.

Federico Catani

Fonte: La Gaceta

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