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Home Page > Fine Vita > Giuristi per la Vita a tutela dei diritti di Alfie
Alfie

Alfie Evans, cittadino italiano, è prigioniero di medici e giudici che “nel suo miglior interesse” lo vorrebbero morto al più presto. I Giuristi per la Vita si sono mossi a tutela dei suoi diritti, tentando un’azione di forza per consentire al piccolo ed ai suoi genitori di venire in Italia e ricevere assistenza medica dalle strutture da essa scelte. Siamo lieti di rilanciarne il comunicato stampa.

Ricorso alla giustizia europea ed italiana nell’interesse

dei genitori di  Alfie Evans

Nel pomeriggio del 25 aprile 2018, gli avvocati della nostra associazione in forza di mandato della famiglia Thomas Evans e Kate, nonché del piccolo Alfie, hanno depositato un ricorso urgente avanti al consolato italiano di Londra espletante funzioni di giudice tutelare e Tribunale dei Minori in forza degli artt. 33 e seguenti del d.lgs. 71 del 2011.

Con tale ricorso si richiede che il consolato in veste di giudice tutelare e per i minorenni voglia dare disposizioni urgenti per la tutela, il rimpatrio, l’assistenza e protezione verso il “nucleo familiare” di Alfie Evans cittadino italiano e dei suoi genitori Thomas e Kate.

Trattasi invero di “nucleo familiare debole” posto che in ragione dell’accanimento giudiziario instato a seguito dei ricorsi alla High Court inglese da parte dell’ospedale Alder Hey Children Hospital, si è scatenato un delirante percorso finalizzato a privare il piccolo, e la sua famiglia, di ogni forma di assistenza e cura. Tutto ciò rischia concretamente di compromettere la vita (ed anche la qualità della vita) del bambino e dei suoi familiari.

Quello che invero i giudici britannici ritenevano essere il “best interest” del piccolo Alfie, a seguito dell’attuazione dei protocolli di distacco dei supporti vitali, si è trasformato in un “worst interest” (peggiore interesse) posto che il bambino sta continuando a vivere senza detti supporti da circa 70 ore, attraversando terribili sofferenze fisiche. Ma nemmeno le ultime pronunce giudiziarie sembrano volerne tener conto, per questo si è deciso di presentare il ricorso suddetto.

A questo punto, urge affermare due principi fondamentali:

  • il cittadino Italiano Alfie Evans ha diritto ad ottenere tutela e protezione da parte della propria nazione di appartenenza (ora, anche l’Italia);
  • il cittadino Europeo Alfie Evans ha il diritto di trasferirsi entro i confini europei per ricercare il migliore ospedale disposto ad accoglierlo per le terapie e le cure del caso (Bambin Gesù, Gaslini, altri), ai sensi degli articoli 56, 20 TFUE, 3 del TUE e della direttiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011.

Ci perviene notizia che anche la politica e la diplomazia si stia muovendo: l’onorevole europarlamentare Silvia Costa ha depositato congiuntamente all’on.le Toia una interrogazione urgente in sede di Commissione UE.

Anche l’onorevole Benedetta Fiorini ha depositato una nota a sostegno di tali iniziative.

Per associazione Giuristi per la Vita
Segretario avv. Filippo Martini

 

Redazione

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Un Commento, RSS

  • Giuseppina Paussa

    dice su:
    29/04/2018 alle 09:29

    Quella che segue è l’email che ho inviato a radio uno che sta dando notizie faziose sulla dolorosissima vicenda del Nostro Amato Piccolo Grande Alfie. Vi prego di vigilare e di non permettere che si ripeta MAI PIÙ un caso simile!Grazie di TUTTO.
    “Ho appena ascoltato al gr delle 7 il suo commento così politicamente corretto sul Piccolo Alfie di fronte al quale i media di stato sono dei miseri nanerottoli, quando non mostriciattoli. Lei va segnalata ai Giuristi per la Vita, cosa che farò immediatamente, per la falsità di ciò che ha detto! Il Piccolo Alfie NON aveva il cervello distrutto, infatti non era ancora in stato vegetativo, e non aveva assolutamente convulsioni sempre più frequenti come invece lei falsamente ha affermato, quelle c’erano state solo nei primi mesi. Ma ovviamente la rai gioca con le parole, siete espertissimi in tecniche della comunicazione, per manipolare le coscienze e inculcare piano piano l’eutanasia di stato. Ma questo si chiama lavaggio al cervello di stato.

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