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Home Page > Aborto > Graham Preston, più volte in carcere per difendere la vita
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L’australiano Graham Preston sta rischiando seriamente la prigione per un “reato” del tutto singolare: la sua attività di sensibilizzazione, a difesa della vita, al di fuori delle cliniche abortiste.

La voce del buon senso Infatti, secondo una nuova legge che entrerà in vigore il 3 dicembre, nel Queensland, sarà vietato ai pro life avvicinare le donne decise ad abortire, fuori dalle strutture per l’interruzione di gravidanza in quanto l’attività come quella di Preston, che mostra foto non cruente di bambini nel grembo materno e messaggi di speranza per chi l’ha persa completamente e ricorre alla tragica scelta dell’aborto, è considerata una forma di “molestia” e “intimidazione”. Ma lui non si ferma nemmeno di fronte alla minaccia della detenzione «solo perché la legge è stata cambiata, non significa che dovremmo diventare silenziosi. È più importante che mai», ha dichiarato a Lifenews.

Parliamo di un difensore della vita così tenace da essere stato multato per la somma di 3000 dollari per aver violato una zona cuscinetto in Tasmania ed essere stato sbattuto in carcere sei volte per aver tenuto discorsi di condanna contro l’aborto. Presto potrebbe punirlo anche il Queensland per il reato di opinione. Proprio in questo Stato, ultimamente, è stata anche approvata una legge che permette di abortire fino alla ventiduesima settimana di gestazione, con l’approvazione di due medici indipendenti, e stabilisce zone cuscinetto di 150 metri intorno alle cliniche abortiste, in cui l’attività dei pro life è vietata.

Eppure Preston dice di non aver perso la speranza, in quanto ultimamente l’Alta Corte australiana starebbe valutando una proposta per eliminare le zone cuscinetto in Victoria e Tasmania, perché limiterebbero, di fatto, la libertà di opinione e di parola. Di fatto, quella delle zone cuscinetto è una vera e propria trovata dei leader abortisti di tutto il mondo per ridurre al silenzio i pro life e ciò riguarda particolarmente Stati come l’Inghilterra, il Canada e l’Australia. Negli Stati Uniti, invece, è in corso un vero e proprio braccio di ferro per annullare le zone cuscinetto in molti Stati: in  Massachusetts, nel 2014, con decisione unanime, la Corte Suprema ha abolito una legge sulle zone vietate ai pro life, in quanto «incoerenti con il Primo Emendamento» (che garantisce la libertà di parola, di stampa e di riunirsi pacificamente). Insomma l’attività dei pro life, oggi, riguarda anche la difesa della propria libertà di opinione e di parola, a suon di cause. Così come fa la Life Action League che denuncia l’incostituzionalità delle leggi sulle zone cuscinetto e le molestie compiute nei confronti dei pro life che al contrario di altre categorie di cittadini, sembrano non avere diritti costituzionali e subiscono spesso arresti illegittimi.

Manuela Antonacci

Fonte: LifeNews

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