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Home Page > Fine Vita > Il caso Vincent Lambert all’Onu. Ma potrebbe essere troppo tardi
Vincent-Lambert

«Non sono un medico, non sono un giurista. Sono una mamma, la mamma di Vincent Lambert e sono venuta qui per chiedere di salvare mio figlio, perché non può essere lasciato morire così». Con queste parole ha iniziato il suo intervento Viviane Lambert, nel corso di una conferenza nella sede dell’Onu di Ginevra, per chiedere aiuto alle Nazioni Unite affinché siano ripristinate l’idratazione e l’alimentazione per suo figlio Vincent.

La vita di Vincent Lambert, il quarantaduenne francese tetraplegico in stato di minima coscienza, continua a essere appesa a un filo. Un filo che però lo Stato francese può spezzare in ogni momento come sembra intenzionato a fare. Dopo l’ultima sentenza della Corte di Cassazione transalpina, infatti, pubblicata venerdì scorso, il personale medico del Policlinico di Reims non ha ostacoli legali per attivare nuovamente il “protocollo terminale” e far morire Vincent sospendendo l’idratazione e l’alimentazione, mettendo in atto quindi una vera e proprio forma di eutanasia.

Una speranza però, forse, ancora c’è ed è rappresentata proprio dall’Onu, che già in passato ha chiesto alla Francia di non far attuare nessuna pratica ospedaliera dagli effetti irreversibili nei confronti del paziente. Inoltre, proprio a Ginevra, il Comitato internazionale sui diritti delle persone con disabilità ha deciso di studiare il caso di Vincent.

La voce del buon senso Le parole di ieri pomeriggio di Viviane Lambert sono state piene di commozione, in particolare nel denunciare «il tentativo di assassinare» legalmente il figlio. Vincent «viene trattato come un vegetale, ma io non ho mai visto un vegetale che gira la testa quando viene chiamato, che dorme di notte e si sveglia di giorno e che piange», ha affermato la donna, che ha inoltre sottolineato di avere molto materiale fotografico e video che mostra «l’esatto contrario di quanto invece viene raccontato sulla stampa» francese e internazionale.

Per Viviane, dunque, che ieri è stata sostenuta dall’Ong European Centre for Law and Justice, «vogliono uccidere Vincent e non c’è altra parola per descrivere quanto sta accadendo», ha affermato, «vogliono ucciderlo».

A Ginevra è intervenuto anche il professor Xavier Ducrocq, tra i medici che affiancano i genitori di Vincent. «Vogliono deliberatamente lasciarlo morire», ha affermato, «e io non lo posso accettarlo in quanto medico, perché ho pronunciato il giuramento di Ippocrate e far morire Vincent significa uccidere Ippocrate».

Come riportato anche dalla pagina Facebook Je soutiens Vincent, che segue passo passo gli sviluppi della vicenda, Ducrocq ha inoltre sottolineato che in Francia ci sono circa 1700 persone nella stessa condizione di Vincent, ma solo per quest’ultimo si stanno facendo «progetti di morte», nonostante non sia in un vero stato vegetativo, ma anzi abbia più volte dimostrato di saper resistere e rimanere in vita, come accaduto quando è stato privato per ben 31 giorni dell’alimentazione.

La madre dell’uomo ricoverato a Reims si è quindi appellata direttamente alle Nazioni Unite, per chiedere un intervento diretto affinché il figlio non sia «soppresso da un medico a causa della sua disabilità cerebrale». Proprio su questo aspetto si è concentrata Viviane Lambert spiegando l’assurdità della decisione dello Stato francese di voler sospendere cibo e acqua al paziente. In un primo momento, infatti, alcuni giuisti avevano affermato che Vincent non subisce alcun tipo di accanimento terapeutico e per Viviane il ruolo dell’Onu è fondamentale perché «il Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità delle Nazioni Unite» dovrebbe prendere una posizione ben precisa poiché la relativa Convenzione «vieta di privare una persona di cibo e bevande a causa della sua disabilità». In caso contrario, infatti, si tratterebbe di una discriminazione e, soprattutto, come sta facendo la Francia, di una palese violazione degli obblighi internazionali.

La speranza Onu, però, potrebbe arrivare troppo tardi, perché proprio oggi, poco prima delle 12:30, sempre la pagina facebook Je soutiens Vincent ha pubblicato la notizia che il dottor Sanchez dell’ospedale di Reims avrebbe annunciato la ripresa del procedimento eutanasico per Vincent Lambert…

Salvatore Tropea

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10 Commenti, RSS

  • Adele Poli

    dice su:
    02/07/2019 alle 14:10

    Non si può morire così, anche se si è in stato vegetativo o grave coma. Non siamo oggetti, ma persone.

  • Luigi Da Porto

    dice su:
    02/07/2019 alle 20:02

    Salve,
    potrebbe essere di aiuto scrivere al Presidente francese Macron, al Presidente della Repubblica italiana Mattarella e all’Accademia Pontificia per la vita di intervenire a suo favore.
    https://www.elysee.fr/ecrire-au-president-de-la-republique/
    https://servizi.quirinale.it/webmail/
    pav@pav.va

  • SALVATORE VAGLICA

    dice su:
    02/07/2019 alle 20:26

    Strazianti gesta di una madre che vuole salvare suo figlio vittima del menefreghismo globale. Auguri

  • Lara Gallina

    dice su:
    03/07/2019 alle 10:19

    L’ostinazione amorevole di questa madre è di esempio per tutti. Spero e prego che non lo facciano morire ma, in ogni caso, la forza interiore di questi genitori ha aperto la questione e sollecitato l’opinione pubblica e questo è un bene. La deriva eutanasica sta diventando reale e pericolosa e sono esterefatta del fatto che la Chiesa non intervenga più esplicitamente in casi come questi. Questi casi così dolorosi mi hanno fatto decidere,nonostante sia relativamente giovane, di fare testamento esplicitando che voglio che la mia vita sia rispettata fino alla fine naturale perché la mia vita appartiene a Dio e non all’uomo. Non vorrei mai essere lasciata morire di fame e di sete per la prepotenza dell’uomo! Lara

  • maria vittoria de Lucia

    dice su:
    03/07/2019 alle 15:07

    Sono un medico, da quanto ho capito, Vincent Lambert ha il diritto all’idratazione e all’alimentazione.
    Interromperle, significa ucciderlo.
    Sono anche cristiana. E mi dispiace infinitamente che la Chiesa non intervenga esplicitamente e autorevolmente in questo specifico esemplare caso.
    Spero che l’ONU possa intervenire in tempo.
    Maria Vittoria de Lucia.

  • KLH KANTER

    dice su:
    03/07/2019 alle 16:59

    Rimemmoriamo Aktion T4 ed Aktion 13f14 in Germania, 1938 – fermato solo perchè August Clemens von Galen, cardinale-vescovo di Muenster, è intervenuto massicciamente. I motivi di quelli che vogliono la morte del Sign. Lambert sono gli stessi: austerità budgetario. Direttivi europei. Privatizzazione e commercializzazione della sanità pubblica.
    Il Sign. Lambert vive ancora da 10 anni perchè lo VUOLE. Resiste. Lo fa per noi tutti. Ed i suoi genitori ed avvocati sono degli eroi anche loro. La situazione morale e spirituale – ed intellettuale – della Francia oggi è drammatica. La nozione di diritto naturale è andata persa.

  • Cristina Turolo

    dice su:
    03/07/2019 alle 21:10

    non posso aggiungere altro ma è sconvolgente. una mia amica è stata in coma per più di quattro anni, ma era viva ed era una persona. l’idea che qualcuno potesse pensare di ucciderla in quel modo orrendo…….

  • Gianfranco Antinori

    dice su:
    03/07/2019 alle 22:28

    Per favore se siete credenti, andate su Vartican News e su Avvenire e troverete articoli in merito.

    • Redazione

      dice su:
      04/07/2019 alle 13:17

      Cosa dicono gli articoli in merito? Ormai l’eutanasia (lenta: per fame e per sete) è in atto.

  • Silia Rivolta

    dice su:
    13/07/2019 alle 13:57

    Veramente straziante questo vita massacrata e meraviglioso l’ amore e il coraggio di questa madre ! Vogliono fare l’ eutanasia per liberarsi dei più sofferenti ….
    Come trovo crudele l’ accanimento terapeutico
    Ci vuole molta piu umanita da parte di tutti e un malato e’ giusto accompagnarlo dolcemente fino alla sua morte NATURALE sedando i suoi dolori e standogli vicino ….Quanta strada dobbiamo ancora fare x essere davvero civili !

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