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Home Page > Gender > In arrivo le emoji gender fluid per comunicare in modo “inclusivo”
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Se non ne avete abbastanza degli ameni prodotti della folle ideologia gender che ha partorito né più né meno che nuove patologie mentali (come i transpecie, persone che sentono di appartenere a un’altra specie e si comportano come cuccioli camminando a quattro zampe, o gli age gender che non si identificano nella loro età anagrafica e in alcuni casi si comportano come neonati arrivando a farsi cambiare il pannolino in strutture adibite ad asilo per gli adulti) è in arrivo una nuova sorpresa per voi: gli emoji gender fluid per android.

Ebbene sì, perché la convinzione che maschi e femmine non si nasca ma si diventi, deve accompagnarci in ogni momento della giornata e a ogni tocco della tastiera del nostro cellulare. Anzi, a dirla con le singolari parole dell’ideatrice di questa iniziativa (di cui si sentiva davvero la mancanza…), la designer di Google Jennifer Daniel: «Sulla porta del bagno degli uomini, il simbolo è rappresentato con abiti maschili. Senza quel vestito, il simbolo rappresenta una persona». Come se l’identità sessuale fosse qualcosa di accessorio, contingente, come avere i capelli rossi o biondi e non un connotato fondamentale della persona che la identifica come tale e in maniera unica e irripetibile anche nel suo modo di rapportarsi in quanto essere umano, uomo o donna.

La voce del buon senso E invece proprio questo non va giù, ovvero il fatto che per quanto ci si sforzi di calpestare e cancellare la differenza-complementarietà tra maschile e femminile, in realtà risulta difficile uscire da questa impostazione “binaria” della realtà o almeno questo è quanto lamenta l’ideatrice di questa iniziativa. Perciò Jennifer Daniel ha deciso di cambiare tutto questo (illusoriamente, verrebbe da dire…) almeno nel mondo delle emoji. Tramite Google, infatti, ha lanciato 53 emoji caratterizzati dal genere maschile, femminile e “non binario”, ovvero non classificabile come uomo o donna. Non manca nessuno: dal dottore al vampiro, finanche lo zombie, il giudice e il meccanico, tutti nella loro nuova versione “gender fluid”. Ma in questo sforzo di rendere le icone sempre più “inclusive” arrivando a comprendere famiglie di tutti i “generi”, di qualunque sfumatura di pelle o persino le emoji adatte ai vegani con l’insalata senza pollo, in realtà, si è ottenuto solo che ciascuna icona è diventata sempre meno universale e sempre più specifica, aumentando le possibilità che ci fosse sempre qualcuno che si sentisse “discriminato” in quanto non incluso in nessuna di queste immagini, con il rischio di scivolare man mano (come sta accadendo…) nel ridicolo.

Perciò viene da chiedersi a cosa arriveremo di questo passo, a furia di polverizzare il concetto stesso di identità? Che nel futuro delle nostre chat ci siano sempre meno avatar maschili e femminili a completare i messaggi e sempre più immagini dalla natura astratta, rappresentazioni visive di un concetto senza sesso né genere né tratti umani, per non discriminare tutto il resto degli esseri viventi? Speriamo che ci sia presto un’inversione di rotta, rispetto a tutta questa follia; nel frattempo le icone gender fluid saranno introdotte con la nuova versione del sistema operativo Android Q.

Manuela Antonacci

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