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Home Page > Aborto > La Buona Notizia #571: stop all’aborto in Russia
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Aborto vietato totalmente in Russia. È questa il succo della Buona Notizia di oggi, contenuta in una petizione lanciata nel Paese transcontinentale che ha già raccolto 300.000 adesioni e che punta a raggiungere la cifra di un milione di firme, dopo di che verrà presentata a Putin.

Si tratta di una petizione lanciata dalle associazioni Per la vita e Volontari ortodossi.

Ed è di ieri – giorno in cui si celebrava la giornata internazionale per l’aborto – la buona notizia che anche il patriarca russo Kirill ha apposto il proprio nome sotto la petizione. Un firma contro l’aborto, questa, che ha scatenato molte polemiche, tanto che il portavoce del Patriarca, Vladimir Legoida, ha dovuto motivare pubblicamente il forte gesto del patriarca affermando che non è stato fatto nulla di speciale, ma semplicemente che «la posizione di principio della Chiesa ortodossa russariporta l’AGInon cambia ed è quella di chiedere l’eliminazione dell’aborto dalla lista di pratiche coperte dal sistema sanitario pubblico».

Con l’appello contro l’aborto viene infatti chiesta «la fine dell’uccisione legale di bambini prima della nascita», e quindi la modifica della legislazione vigente con l’introduzione del divieto di aborto sia chirurgico, sia chimico. Questo in quanto, richiedono ancora i sottoscrittori della petizione, è doveroso «riconoscere l’embrione come essere umano, la cui vita e salute va protetta dalla legge».

Di conseguenza viene anche avanzata la richiesta di proibire anche le tecniche di fecondazione artificiale che, è cosa nota, sono una macchina di morte per tantissimi bambini (perché gli embrioni questo sono: bambini!).

Ogni nuova vita è una Buona Notizia e va difesa senza “se” e senza “ma”.

In una Russia, dove secondo i dati ufficiali nel solo 2014 sono stati uccisi con l’aborto quasi un milione di bambini, questa petizione riaccende la speranza e fa riflettere sul fatto che il materialismo ateo (punto centrale del comunismo) si sta sempre più spostando dai Paesi dell’est – che stanno risorgendo – al nostro ovest, dove oramai occupa le sedie del potere.

A lunedì, con un’altra Buona Notizia!

Redazione

Fonti: Rbth e Agi

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Un Commento, RSS

  • Daniela Ferraro

    dice su:
    30/09/2016 alle 21:03

    Bene finalmente si dicono le cose come sono.
    Impariamo da loro.

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