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Home Page > Aborto > La Buona Notizia #702 – Vittoria della vita a Santo Domingo
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La buona notizia di oggi è che di fronte ai tentativi di depenalizzare l’aborto da parte delle associazioni femministe, degli organismi internazionali e dei politici loro soggetti, la Repubblica Dominicana continua a difendere il diritto alla vita, sin dal concepimento.

Il nuovo Codice penale, recentemente approvato, prevede pene fino a tre anni per le donne che praticano l’aborto e fino a dieci anni per medici, infermieri, farmacisti e altro personale sanitario che si rendono responsabili e complici di questo crimine.

Oltre a ciò, impone condanne fino a quaranta anni di carcere per i cosiddetti femminicidi e per la violenza domestica: un duro colpo per le femministe, secondo le quali proibire il “diritto” di aborto è una forma di violenza contro le donne, indice di una cultura maschilista e discriminatoria.

Insomma, nonostante le pressioni – interne ed esterne – per aprire la falla nella diga, ovvero permettere l’aborto nei “soli” tre casi di stupro, malformazione grave del bambino e pericolo per la salute della madre, lo Stato dominicano continua ad andare controcorrente e a non piegarsi alla cultura della morte. Col sostegno delle Chiese cristiane e della gran maggioranza della popolazione.

La lobby abortista mondiale deve incassare una sconfitta. Incoraggiante per quanti lottano a difendere la vita.

Redazione

Fonte: Actuall


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7 Commenti, RSS

  • Mario ProVita

    dice su:
    05/06/2017 alle 20:43

    Ci sono più persone ProVita di quante se ne possano immaginare… dovete solo lasciare loro l’occasione di esprimersi: diventerebbe il Festival della Vita.

  • little angel

    dice su:
    05/06/2017 alle 20:46

    Come se già uno stupro fosse difficile da sopportare e superare , adesso vogliono pure che le donne in questa disumana condizione siano costrette a partorire il frutto della violenza , tanto per aggravare ancora di più il trauma …. ma alla psiche e ai trump di queste povere donne , nessuno ci pensa mai ?

    • Redazione

      dice su:
      06/06/2017 alle 06:44

      Ma perché lei insiste con le solite frasi fatte? Vada a leggere le testimonianze delle donne che nonostante lo stupro hanno partorito e non se ne sono affatto pentite…

  • little angel

    dice su:
    05/06/2017 alle 20:53

    Oltretutto, se una donna rischia di morire , magari col rischio di lasciare marito, figli e altri famigliari…
    Se dovesse accadere una cosa tanto grave , con quale gioia secondo voi questi acccoglierebbero con gioia il bambino…. Anche a quello chi ci pensa ? Cosa penserebbero i figli di quella povera donna , sparita proprio per quel bambino ? E il marito?

    • Redazione

      dice su:
      06/06/2017 alle 06:46

      E’ tecnicamente un’ipotesi impossibile che la donna muoia per un “non aborto”… Si informi: la gravidanza non è una malattia. E se il parto può essere un problema per la mamma, il bambino si fa nascere prima, non si ammazza. Si informi prima di scrivere i suoi slogan

  • Federica Sforza

    dice su:
    06/06/2017 alle 12:36

    Siete in malafede o solo ‘incolpevoli’ ignoranti?
    La fattispecie del pericolo di vita legato alla gravidanza esiste eccome!!
    Ci sono molte situazioni cliniche per le quali i medici sconsigliano vibratamente di rischiare una gravidanza…proprio perché essa metterebbe a repentaglio la vita o la salute materna.
    Per questo vengono consigliati contraccettivi o addirittura sterilizzazione.
    Ma…indovinate un po’?
    Il vostro modo di pensare proibisce entrambi…e allora cosa succede quando i ‘sicuri metodi naturali’ falliscono?
    Ci si trova a dover scegliere tra la gravità di un rischio è l’aborto.
    Chi sceglie di lottare e rischiare va sostenuto in tutti i modi…
    Ma chi decide di fare altrimenti ha il diritto a poter scegliere di non mettersi in pericolo!
    e vediamo se mi censurate anche questa

    • Redazione

      dice su:
      06/06/2017 alle 16:17

      Lei è molto poco informata. Nei rarissimi casi in cui davvero la gravidanza fosse un rischio per la vita della madre, il salvataggio della donna, a costo della morte del bambino – conseguenza necessaria ma non direttamente voluta – è sempre stato considerato lecito: da ogni codice deontologico, dal codice penale italiano (anche prima della legge 194) e perfino dalla dottrina della Chiesa Cattolica.

      Comunque la prossima volta gli epiteti insultanti li tenga per lei. Grazie.

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