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Home Page > La Buona Notizia > La Buona Notizia #783 – Staminali che fanno bene al cuore
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In uno studio pubblicato da Circulation Research, una rivista dell’American Heart Association, i ricercatori dell’Universidad de los Andes in Cile hanno rilevato che le cellule staminali derivate dal cordone ombelicale  riparano certi danni al cuore e producono rilevanti  miglioramenti nel muscolo cardiaco.

«Sono risultati molto incoraggianti, perché potrebbero aprire la strada ad una nuova terapia non invasiva e molto promettente», ha affermato il professor Fernando Figueroa, uno degli autori dello studio.

L’insufficienza cardiaca è uno dei mali del secolo

Il mal funzionamento del cuore, che non pompa il sangue in modo efficiente, è sovente procurato dalla vita sedentaria e dall’alimentazione non sana che caratterizzano le nostre grandi città. Negli Stati Uniti si calcola che il numero di persone che ha il cuore “in sufficiente”  è di circa 6,5 ​​milioni e questo numero è destinato ad aumentare del 46% entro il 2030.

In un comunicato stampa, l’American Heart Association ha osservato che nonostante i progressi della medicina, la metà dei pazienti con insufficiente funzionalità del cuore muore  entro cinque anni dalla diagnosi: se il risultato di questa sperimentazione verrà confermato da un bacino di utenti più ampio, sarà un vero grande passo avanti della scienza a servizio dell’uomo.

Ricerche precedenti avevano esaminato il potenziale delle cellule staminali derivate dal midollo osseo per il trattamento dei problemi di cuore, ma l’efficacia delle cellule staminali derivate da cordone ombelicale non era mai stata calcolata.

E’ bastata un’iniezione per vedere i miglioramenti

Sono stati studiati 30 pazienti, di età compresa tra 18 e 75 anni: uno gruppo ha ricevuto il trattamento per il cuore con le cellule staminali, e l’altro gruppo ha ricevuto un placebo. E’ bastata una singola iniezione di cellule staminali mesenchimali per provocare un miglioramento significativo e duraturo della capacità del loro cuore di pompare il sangue e della loro salute generale.

Le cellule staminali adulte possono essere isolate da molti tessuti diversi, tra cui il midollo osseo, il sangue, il muscolo, il grasso e il sangue del cordone ombelicale senza alcun  danno per il donatore.

Le staminali embrionali servono solo alla madre

E le cellule staminali embrionali finora non hanno dato alcun (zero, nessuno) risultato: lo smembramento e la morte di tanti embrioni, di tanti bambini piccoli piccoli, è servito solo a far giocare i moderni dottor Frankenstein con la vita.

Invece, sapete chi beneficia delle cellule staminali embrionali? La madre.

Negli umani è stata  dimostrata la presenza delle cellule staminali del figlio nel sangue materno fino a quasi 30 anni dopo il parto: un regalo del bambino alla mamma che lo ha portato in grembo. La ricerca condotta sui topi  ha dimostrato che entro tre giorni da un ictus le cellule staminali del feto si sono raggruppate intorno alla zona del cervello della madre  colpita e hanno cominciato a moltiplicarsi per andare a sostituire i vasi sanguigni che erano stati danneggiati. Una cosa simile è stata rilevata, sempre nei topi con problemi alla funzionalità del cuore. Gli scienziati sono propensi a credere che la stessa cosa accada anche in mammiferi maggiormente evoluti…

Queste non sono solo “buone notizie”: sono cose che suscitano meraviglia e  che dovrebbero far riflettere su cosa è la scienza vera – la scienza buona,  e sul mistero magnifico che è racchiuso nella gravidanza e sulla inutile strage di bambini che si opera con la pseudo scienza che fa esperimenti sugli embrioni umani.

A domani, con un’altra Buona Notizia!

Redazione

Fonte: National Right to Life


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