Attendere prego

Home Page > La Buona Notizia > La Buona Notizia #816 – Obiezione di coscienza in Norvegia
achimowicz_obiezione_di_coscienza

La scorsa settimana, un tribunale norvegese si è schierato con Katarzyna Jachimowicz, il medico polacco che aveva perso il lavoro per aver sollevato obiezione di coscienza all’inserimento di dispositivi intrauterini (IUD).

Dal  2016 esercitava la professione in Norvegia.

La dottoressa Jachimowicz ha impugnato il licenziamento perché sentiva che i suoi diritti erano stati violati e la corte d’appello di Skien ha annullato la precedente decisione del tribunale di Notodden: il suo datore di lavoro, il comune di Sauherad, dovrà pagare 600.000 corone norvegesi (circa 73.000 dollari) in spese legali.

“Dio ha vinto”, ha detto la Jachimowicz, citando il famoso re polacco Giovanni Sobieski III, che disse “Veni, vidi, Deus vicit!” (“Sono venuto, ho visto, Dio ha vinto”) dopo la sua vittoria nella battaglia di Vienna contro i turchi ottomani.

Proprio come la battaglia di Sobieski fu un punto di svolta nella storia, il caso di Jachimowicz è un punto di svolta nella giurisprudenza norvegese  a favore della libertà di coscienza.

Dal 2015, però, il governo ha eliminato il diritto all’obiezione di coscienza per i medici di famiglia. Da allora, è diventato illegale per loro rifiutare qualsiasi forma di controllo delle nascite, incluso l’inserimento di IUD.

La Jachimowicz ha iniziato la sua carriera in Polonia. Nel 2010, si è trasferita con la sua famiglia nel comune di Sauherad in Norvegia per rispondere alla carenza di professionisti medici del paese. Aveva buoni rapporti con i pazienti ed era in grado di comunicare con loro in polacco, russo e norvegese. La sua obiezione di coscienza non aveva mai disturbato il funzionamento della clinica, nemmeno una volta, nei quattro anni in cui ha lavorato lì. Il suo datore di lavoro aveva saputo delle sue idee e le aveva accettate prima di assumerla.

A domani, con un’altra Buona Notizia!

Redazione

Segnalate alla nostra Redazione (qui i contatti) la vostra Buona Notizia! Può essere un articolo ripreso dal web o una vostra testimonianza… la condivideremo con tutti i Lettori!


FIRMA ANCHE TU

Per la salute delle donne:

per un’informazione veritiera sulle conseguenze fisiche e psichiche dell’ aborto 

Sostieni Pro Vita

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (2 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...

3 Commenti, RSS

  • Federica Sforza

    dice su:
    04/12/2017 alle 12:08

    Attenzione!
    Diamo.per favore la notizia completa.
    È il licenziamento ad essere stato giudicato illecito, è ben diverso.
    Il suo comportamento è stato ribadito come illegale, ma la perdita del posto di lavoro non è stata giudicata ‘punizione pertinente’.
    Non vi è stato alcun ammorbidimento della legge, nè tantomeno questo costituirà un grimaldello per modificarla.

    • Redazione

      dice su:
      05/12/2017 alle 06:49

      Gentile signora,
      se leggesse con attenzione l’articolo vedrebbe che non viene data alcuna falsa informazione, né c’è alcuna omissione. Anzi si spiega che la legge non consente l’obiezione di coscienza. Ma se il licenziamento è stato considerato illegale, c’è da sperare per un ripensamento giurisprudenziale – almeno – sulla questione.
      Crediamo nella sua buona fede nell’aver mal interpretato l’articolo. Altrimenti il suo commento sarebbe stato considerato pretestuoso o incoerente e non sarebbe stato moderato.

  • Angelo Mandelli

    dice su:
    05/12/2017 alle 12:49

    Quelli che difendono la morte sono legalisti quando la legislazione e’ dalla loro parte. E invece trasgressivi quando le leggi sono contro di loro. Vedi caso Cappato che commette reati, ma pretende di essere scagionato e parla di “disobbedienza civile”. Un po’ di coerenza non guasterebbe da parte dei mortiferi!

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati