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Home Page > Aborto > La California si prepara a fornire l’aborto nei campus universitari
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Il Senato della California ha approvato la legge Bill 24 che richiederebbe a tutti i college e le università pubbliche dello Stato di fornire farmaci per l’aborto agli studenti del campus. I pericolosi farmaci per l’aborto chimico, comunemente chiamati kill-pills per i pericolosi effetti secondari e le diverse morti di donne che hanno provocato, dovrebbero venir offerti gratuitamente agli studenti fino a 10 settimane di gravidanza; l’obbligo entra in vigore dal  1° gennaio 2023.

Il senato statale ha approvato il disegno di legge lo scorso maggio e il Congresso controllato dai democratici dovrebbe confermare l’approvazione nelle prossime settimane, nonostante la forte opposizione della opinione pubblica. Il governo di Gavin Newsom ha espresso il proprio sostegno alla nuova legislazione, richiamando la ovvia bazzecola della estensione dei diritti delle donne. Gli ‘studenti per la vita’ hanno organizzato una manifestazione contro la misura e diversi studenti universitari pro vita hanno testimoniato contro il disegno di legge.

Uno dei leaders degli studenti che ha guidato la protesta è Bernadette Tasy, che è una neolaureata della Fresno State University e leader del Fresno Pro-Life Future. Bernadette ha lavorato senza sosta e in un recente post ha commentato: «Anche se non abbiamo ancora vinto, continuiamo a combattere senza sosta contra questa proposta di legge».

La voce del buon senso L’opposizione viene anche dalle università pubbliche e dalle università private. Sia la University of California che i sistemi della California State University hanno affermato di non essere disposti a gestire gli immensi costi di fornitura di farmaci abortivi nei propri campus, che si aggiungerebbero ai i costi delle macchine a ultrasuoni, la formazione del personale e dunque un aumento delle passività… Attualmente in nessuno dei campus si forniscono medicinali né visite che facilitino l’aborto. L’ex governatore Jerry Brown ha posto il veto a un simile disegno di legge nel 2018, affermando che la misura non era “necessaria” perché gli aborti sono già facilmente accessibili agli studenti universitari in California. Jerry Brown era un governatore democratico e abortista, l’attuale governatore si potrebbe descrivere come abortista e democratico. Le varie organizzazioni pro life hanno espresso serie preoccupazioni riguardo la sicurezza delle donne, così come la promozione degli  aborti nei campus di tutto lo Stato. Inoltre si teme che, per emulazione, altri Stati a guida democratica possano seguire la legislazione della California.

Il Family Research Council ha recentemente pubblicato uno studio che smonta le argomentazioni a favore del progetto di legge. «Questa proposta mostra un disprezzo spericolato per la sicurezza e la salute delle giovani donne e inoltre crea una notevole responsabilità per le università e tutti i soggetti coinvolti», ha scritto l’organizzazione pro life.

«Gli aborti chimici sono processi traumatici di più giorni che comportano il rischio di gravi effetti negativi», ha dichiarato Patrina Mosley, Direttore della Vita, della Cultura e della Tutela delle Donne della Frc. «Nessuna comunità dormitorio è pronta a gestire le responsabilità create da tale mandato. La salute fisica e psicologica delle donne è a rischio considerevole e nessuno Stato dovrebbe considerarlo come modello di legislazione». Nella ampia dichiarazione, si evidenzia tra l’altro che «nel 2014, l’istituto pro aborto Guttmacher ha riferito che gli aborti chimici rappresentavano il 31% di tutti gli aborti e il 45% degli aborti prima della gestazione di nove settimane. Hanno anche riferito che le donne di 20 anni erano le persone più demograficamente propense verso l’aborto. L’industria dell’aborto sa esattamente a chi rivolgersi per massimizzare i profitti e così hanno colluso con lo Stato della California per raggiungere oltre 400.000 studentesse nelle università. Costringendo i campus universitari a dispensare la pillola abortiva senza tener conto delle considerevoli passività e dei gravi rischi di un aborto chimico, la legge Bill 24 mostra un disprezzo spericolato per la sicurezza e la salute delle donne… La California è uno degli Stati più radicali per quanto riguarda l’accesso all’aborto, uno Stato dove le ragazze di 12 anni possono ottenere aborti senza la conoscenza o il consenso dei genitori».

La California sta superando New York nella folle gara per diventare lo Stato più aggressivo e abortista d’America e forse del mondo intero, un primato tanto tragico quanto irresponsabile e incivile. Un pericolo gravissimo che sarà pagato e sofferto dalle donne, le più giovani in particolare. Femministe di tutto il mondo opponetevi!

Luca Volontè

Fonte: CbsLocal

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