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Home Page > Gender > L’ennesimo spot LGBT della Disney. Continuiamo a ribellarci
Magical pride della Disney

La vicinanza della Disney al mondo Lgbt è ormai un po’ il segreto di Pulcinella. Una cosa che ormai non vede solo chi non vuole vedere, dopo che si è parlato delle «potenzialità per diventare un’icona gender» di Elsa di Frozen o che si è avuto l’annuncio, da parte di Disneyland Paris, di voler ospitare il 1 Giugno 2019 il Magical Pride, il primo vero e proprio gay pride ufficiale all’interno di un parco di divertimenti.

Tutti episodi che hanno fatto discutere e che hanno originato comprensibili polemiche ma che, aspetto notevole, non hanno determinato alcun passo indietro dalla Disney. Anzi, pare che in un prossimo film, Jungle Cruise, con Dwayne Johnson, ci sarà il primo personaggio apertamente gay in un lungometraggio disneyano. Una cosa di cui si sentiva davvero la mancanza.

Battute a parte, l’innocenza dei cartoons è aspetto venuto meno da anni; fa sempre pensare, a questo proposito, il fatto che la Disney, nel gennaio 1999 sia stata costretta a ritirare 3,4 milioni di copie di videocassette de Le Avventure di Bianca e Bernie per via di una «riprovevole immagine che passa sullo sfondo». L’immagine «riprovevole» erano i fotogrammi di una ragazza in topless visibile dopo circa 38 minuti dall’inizio, in una delle finestre sullo sfondo, mentre Bianca e Barnie volano tra i grattacieli dentro una scatoletta di sardine. La differenza è che quello fu ritenuto uno spiacevole incidente di percorso, per così dire, mentre oggi la campagna pro Lgbt è condotta in modo pressoché quotidiano e soprattutto alla luce del sole.

L’ultima prova in questo senso ci viene dalla recente notizia che uno dei personaggi della serie tv Disney Channel intitolata Andi Mack, Cyrus Goodman, è stato il primo protagonista a dire apertamente di essere gay in scena. Per la precisione, il coming out è avvenuto nella seconda stagione del teen show ed è stato in qualche modo indiretto. Infatti, il personaggio ha raccontato di sé ai suoi due cari amici, Andi e Buffy, ma solamente ammettendo di essersi preso una cotta per Jonah, il ragazzo di Andi. Il coming out è stato quindi qualcosa di soft, sotto certi punti di vista. Ma non è finita.

Nella terza stagione, lo show ha deciso di fare un passo in avanti, che avviene mentre Cyrus e Jonah stanno parlando di cibo durante un’occasione a casa della nonna del ragazzo quando all’improvviso, per chiudere il discorso, il protagonista dice: «E sono gay». Il suo amico Jonah risponde: «Davvero? Ok, figo!». Anche in questo caso, lo spot arcobaleno è relativamente soft eppure, al tempo stesso, decisamente plateale. Con la Disney che da parte sua intende il tutto – da quanto è dato capire – in una logica inclusiva e di celebrazione della diversità. I soliti “nobili intenti” dietro ai quali, come ben sa il popolo pro family, si celano propagande tra le più insidiose. Qualcosa di positivo, comunque, c’è anche in questa notizia, ed è la prova definitiva del fatto che, davanti ai cartoons, conviene non essere ingenui.

Al contrario, la vigilanza in particolare da parte delle famiglie rispetto ai contenuti formalmente «per bambini» merita di essere innalzata dal momento che, come si diceva poc’anzi, le tecniche propagandistiche si stanno rivelando sempre più precoci e insospettabili. Con il risultato che mai come oggi, per un papà e una mamma, è fondamentale fare un buon uso del telecomando, evitando che siano i programmi televisivi o il cinema ad arrogarsi il diritto di scegliere quale educazione impartire ai loro bambini.

Giuliano Guzzo

La voce del buon senso

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