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Life Site News riporta i risultati di numerosi sondaggi che, da più di cinquant’anni a questa parte danno risultati non univoci sulla percentuale della popolazione con tendenze omosessuali. In ogni caso, però, l’opinione pubblica  li sovrastima in modo decisamente esagerato.

Nel 1948 il  rapporto Kinsey  suggeriva che il rapporto tra gay e etero era di  1 a 10. L’anno scorso,  The Smithsonian , il web magazine ufficiale del famoso museo di Washington DC, ha scritto che oggi è aumentato a  1 a 5.

Eppure da una  recente indagine del governo  del Regno Unito si evince che, nel 2013, solo l’1,6% degli uomini si sono dichiarati gay; lo 0,8% delle donne lesbiche; e il 0,5% degli uomini e delle donne  bisessuale.

Ma che  livello di precisione hanno queste statistiche? Un portavoce del gruppo Stonewall  pensa che i numeri siano molto approssimati per difetto, perché la maggior parte delle persone LGBT non fanno outing perché temono la discriminazione in famiglia o nella società. A questi si controbatte che i questionari sono anonimi, quindi non dovrebbe esserci problema a confessare alle rilevazioni statistiche ciò che non si osa confessare in pubblico.

Comunque, l’Istituto Williams , think tank dell’omosessualismo presso la facoltà di legge dell’ UCLA , ha messo a confronto i dati rilevati negli Stati Uniti e le indagini internazionali. Ha riscontrato che i risultati di queste ultime danno percentuali che  variano dal 1,2% al 2,1%, negli Stati Uniti dal 1,7% al 5,6%.

Ad ogni modo, l’opinione pubblica – grazie alla propaganda omosessualista –  ha una percezione esagerata del numero delle persone con  gusti omosessuali. Secondo i sondaggi   Gallup  del 2002, in USA la gente percepiva il numero dei gay doppio (20%) di quello statisticamente riscontrato (10%). Circa 10 anni dopo,  un altro sondaggio Gallup  ha rilevato che la percezione del’opinione pubblica è ancora più sfasata: oltre la metà degli americani (52%) stima che almeno uno su cinque americani siano gay o lesbiche, quando la proporzione reale è 1 a 100.

Una buona politica pubblica si basa su fatti, non sull’ideologia o sulle supposizioni. Se i legislatori e i giudici hanno una percezione distorta dell’entità della popolazione LGBT, le politiche che ne risulteranno saranno sicuramente non adeguate alle esigenze reali della popolazione.

Redazione

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