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Home Page > Aborto > Media ignorano frode milionaria sull’aborto in Olanda
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Kees Van Helden, un leader pro vita olandese, e il giornalista Sjoukje Dijkstra hanno rilasciato a LifeSiteNews che delle dichiarazioni a dir poco sconcertanti a proposito di un grave scandalo che ha coinvolto l’industria dell’aborto del suo Paese e che  è stato coperto dai media con una spessa coltre di omertà.

Si tratta di una grossa frode finanziaria scoperta grazie al giornalismo investigativo di un quotidiano pro vita.

Le cliniche CASA, un’organizzazione responsabile della metà degli aborti nei Paesi Bassi, sembra aver frodato circa 6 milioni di euro durante l’ultimo decennio, e in più si sono fatte rimborsare 9 milioni di euro dalle compagnie di assicurazione sanitaria per pazienti inesistenti: l’importo complessivo della frode, quindi è di quasi 15 milioni di euro .

Hanno addebitato costi aggiuntivi per anestesie mai praticate, hanno ricevuto milioni di sovvenzioni dallo Stato olandese (denaro pagato dai contribuenti) facendosi rimborsare due volte.

tulipani_Olanda_mediaLa frode è stata scoperta da un mass media prolife, il quotidiano “Nederlands Dagblad“, per i primi 6 milioni di euro. Un altro quotidiano, “De Volkskrant”, più tardi ha scoperto gli altri 9 milioni.

In questo momento 4 delle 7 cliniche CASA sono state chiuse e sono sotto inchiesta. Ron Leenders (ex direttore delle cliniche CASA) si è improvvisamente dimesso.  L’ex direttore di CASA Bert van Herk si era dimesso poco tempo fa con una buonuscita di 500.000 euro. Al momento è tesoriere regionale presso la  Rutgers WPF, affiliata della International Planned Parenthood Foundation (IPPF) .

Secondo il «Nederlands Dagblad», anche la clinica  per l’aborto Bloemenhovekliniek a Heemstede sembra aver commesso una frode di 800.000 euro nello stesso periodo. Nel 2016 è stata premiata per il “sostegno” che offre alle donne in difficoltà.

È incredibile come i media abbiano prontamente rivoltato la frittata: non si biasima la frode, ma si lamenta che le donne ora sono vittime di un sistema che non è in grado di assicurare l’esercizio del  loro  “diritto all’aborto”. La notizia da dare – secondo i media olandesi – è solamente quella  dalle lunghe liste di attesa presso le cliniche che ancora funzionano.

Il movimento pro vita olandese, intanto, continua a sostenere le donne con gravidanze non pianificate. Offrono alle donne assistenza economica e assegnano a ciascuna una sorta di partner che comprerà tutto il necessario per il bambino. Forniscono anche un supporto psicologico durante la gravidanza e oltre. Ma anche di questo, ovviamente, i madia non parlano.

Redazione

 


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