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Home Page > Aborto > Nato a 22 settimane: genitori e medici non si sono arresi
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Un bimbo così piccolo che alla sua nascita pesava meno di 400 grammi: è stato affidato dai genitori alle cure di un team di medici del Children’s and Women’s Hospital dell’università del sud Alabama che si è preso cura di lui per 160 giorni. Parliamo di Cullen Potter, al quale era stata concessa una probabilità di sopravvivenza del 2% e che contro (quasi) ogni previsione ora sta bene ed è tornato a casa con la sua famiglia.

Quando è stato dimesso, l’équipe medica che lo ha assistito facendolo crescere sano, gli ha dedicato una festa speciale di diploma, con tanto di tocco in testa, abito da cerimonia e la tradizionale marcia Pomp and Circumstance.

[stampaBannerVertia] Prima di giungere a questo momento di gioia, però, i genitori hanno dovuto affrontare il disfattismo di tanti medici che davano per spacciato il piccolissimo Cullen a priori. Il papà ha chiamato sedici ospedali in tre stati per trovarne uno disposto a curare Cullen qualora fosse arrivato prima di 24 settimane. «Ho optato per il trasferimento» dall’ospedale della Florida, ha detto Robert Potter. «Si comportavano come se il trasferimento fosse inutile, come se cercare di salvarlo fosse inutile. Bene, eccolo qui. Vivo e prospero. Mai arrendersi!».

Insomma, si moltiplicano sempre più i casi di viabilità di bambini molto prematuri. Nel 2017, la rivista Pediatrics ha rilanciato il caso di una bambina, negli Stati Uniti, che è sopravvissuta dopo essere nata 21 settimane e quattro giorni dopo il concepimento. Man mano che la tecnica medica fa progressi, il limite di viabilità si anticipa, e così le speranze per i genitori di veder sopravvivere i loro figli. E c’è anche chi, come il penalista Mario Zanchetti, arriva a ipotizzare, quando il progresso lo consentirà, interruzioni di gravidanza senza la soppressione del nascituro, che viene tolto dal grembo della madre che vuole abortire e trasferito in un utero artificiale.

Fantascienza, per ora. Ma il fatto che il molti Paesi  (anche in Italia) sia possibile l’aborto volontario di bambini che sarebbero in grado di sopravvivere fuori dal grembo, rende la mentalità abortista ancor più odiosa e disumana.

Redazione

Fonte:
LifeNews

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