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Home Page > Aborto > Paula Peyton, dopo la violenza, ha scelto la vita
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Paula Peyton, ha vissuto una delle esperienze più terribili che possano capitare a una donna, quella dello stupro, che, tuttavia, grazie al suo coraggio nello scegliere la vita, non è stata l’ultima parola sulla sua esistenza.

La voce del buon senso A Live Action News Paula ha raccontato come all’epoca dei fatti, siamo nel 2017 e Paula è una giovane studentessa ventiquattrenne, conducesse una vita del tutto normale tra college e amici e avesse preso a frequentare un compagno di università di cui si fidava completamente, considerandolo addirittura un gentiluomo. Una sera, il suo amico, al termine di una serata passata insieme, aveva insistito perché salisse da lui, Paula non avrebbe mai immaginato che qualche istante dopo aver accettato, si sarebbe trovata all’interno dell’appartamento con una pistola puntata alla tempia  e costretta a subire uno stupro proprio dall’amico di cui si fidava e dal suo compagno di stanza. «L’oscurità ha avvolto la mia anima e ho trascorso le successive due settimane in lutto»: questo lo stato d’animo in cui la terribile esperienza l’aveva gettata; tuttavia, un inaspettato avvenimento stava per venire a diradare quelle tenebre fitte.

Paula racconta come, qualche tempo dopo, un sabato mattina, durante un viaggio a Walgreens, si fosse ritrovata nel suo bagno con un test di gravidanza positivo tra le mani e che, per la prima volta dopo lo violenza, avesse ripreso a sorridere avvertendo una gioia che ha definito “travolgente”. Una gioia che amici e parenti stentavano a comprendere, considerando quasi scontato che Paula avrebbe abortito, anzi, incoraggiandola a scegliere questa strada. «La gente pensava che avrei visto il mio stupratore in mio figlio, pensavano che non sarei stata in grado di amarlo, che sarebbe nato cattivo»: questo il clima che la circondava, eppure, come ha acutamente sottolineato Paula, «la gravidanza è dura. Ma è più difficile quando sei costretta a difendere il tuo diritto ad amare il tuo bambino». Nonostante tutto la giovane donna ha scelto, senza esitazioni, la vita di suo figlio.

Una vita che le ha restituito la vita: «Lui è un sorriso e una risatina buffa. Lui è il sole. È gioia nel mezzo del lutto. È un nuovo sogno venuto a riempire antichi vuoti. Ed è luce, tanta luce».

Manuela Antonacci

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Un Commento, RSS

  • anna maggi

    dice su:
    26/11/2018 alle 22:40

    Un racconto che lascia il segno e che deve fare molto meditare a chi tratta con leggerezza il tema della vita che ogni donna dona all’umanita’ con tante sofferenze sacrifici.

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