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Home Page > Aborto > Planned Parenthood: 1milione di morti in un anno [video]
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La International Planned Parenthood Federation (IPPF), che opera in tutto il mondo, ha pubblicato il suo ultimo rapporto annuale. Da esso risulta che ha ucciso quasi un milione di bambini, nel solo 2015.

Per la precisione 964.325 bambini non nati sono stati sterminati nel grembo materno dagli aborti chimici (nel grafico in grigio) e chirurgici (in rosso) praticati nei centri affiliati alla IPPF in tutti i continenti.

Diceva il Poeta: “Nel mio cuore nessuna croce manca”. Tutti questi piccoletti non hanno neanche un sacrario che li ricorda. E il nostro cuore è abbastanza grande per contenere tutte queste croci?

A fare il calcolo sui  60 anni di sua attività i numeri diventano davvero insostenibili. Negli ultimi 5 anni, l’organizzazione stessa dichiara 16,8 milioni di servizi “connessi all’aborto”, di cui 4,3 milioni nel 2015.

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E non solo su ciascuno di essi la PPF incassa lauti guadagni. Per soprammercato vende anche le parti dei bimbi abortiti.

A distanza di un anno dalla pubblicazione dei video-inchiesta che hanno sconvolto l’America sui loschi traffici della Planned Parenthood, il CMP ha pubblicato un nuovo video che riassume il lavoro svolto.

E’ interessante perché nel riassumere le prove del commercio di corpicini e organi umani da cui la Planned Parenthood lucrava, i produttori hanno inserito i commenti di noti personaggi politici e le notizie che sono stati trasmessi dalle TV americane.

Degne di nota, per chi non conosce l’inglese, le parole della dottoressa  Deborah Nucatola, Senior Director dei Servizi medici della Planned Parenthood Federation of America: “Siamo molto bravi a procurarci cuore, polmoni, fegato, perché sapendolo non li schiacciamo durante la procedura. Andiamo a schiacciare in altri punti, più su o più giù…”. E poi spiega che se riescono a guadagnarci un po’ su sono anche contenti.

Mary Gatter, Presidente del consiglio dei direttori medici della Planned Parenthood Federation of America, scherzando contratta sui prezzi “Voglio una Lamborghini.

La dottoressa Savita Ginde, VP & Medical Director, Planned Parenthood Rocky Mountains, suggerisce che per massimizzare il profitto è meglio dare un prezzo a ogni item (=pezzo di bambino).

Melissa Farrell, Director of Research, Planned Parenthood Gulf Coast promette: “Se noi alteriamo la procedura (=facciamo nascere i bambini vivi) possiamo ottenere cadaveri intatti. Poi si fanno le dissezioni e si distribuiscono i campioni (= pezzi di bambino) con destinazioni diverse…”

Le indagini che sono scaturite dalla pubblicazione dei video del CMP sono dirette ad accertare – tra l’altro – se le regole sul consenso informato delle madri sono state rispettate. I moduli che la Planned Parenthood fa firmare alle donne che vanno ad abortire sono ambigui e reticenti. In taluni casi sembra che il consenso a “cedere il tessuto fetale” (= il figlio abortito) sia stato estorto con la forza e l’inganno.

Per circa un anno la Planned Parenthood ha continuato a negare ogni addebito e a dichiarare che non ha mai tratto profitto dalla vendita dei corpicini abortiti.

Redazione

Fonte: LifeNews1, e LifeNews2

 

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