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Home Page > Giurisprudenza e Amministrazione > Planned Parenthood: anche al Parlamento europeo qualcosa si muove
Planned Parenthood_UE

Lo scandalo di Planned Parenthood attira sempre più l’attenzione degli eurodeputati dei vari schieramenti, anche di chi non è propriamente un difensore del diritto alla vita.

Può sembrare strano, ma questo dimostra che esercitare forti pressioni sulle istituzioni comunitarie, alle volte può funzionare. E dunque è sempre bene tentare e dare fastidio.

Diverse ong pro-life, insieme ad alcuni parlamentari, infatti, hanno chiesto al Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz di escludere Planned Parenthood dal Registro per la trasparenza e di revocare le tessere di ingresso ai suoi membri. Schulz si è detto incline a prendere in considerazione l’idea, il che è già un miracolo. Naturalmente la battaglia non è ancora vinta, ma la pressione cresce. Riuscire ad ottenere l’esclusione dell’agenzia abortista dal Registro sarebbe un risultato senza precedenti e di enorme importanza per la difesa della vita in Europa.

Finora, le organizzazioni pro-life hanno agito prevalentemente dietro le quinte. Il 15 ottobre, però, è previsto un evento pubblico presso il Parlamento Europeo, a Bruxelles, dove si racconteranno ai media e all’opinione pubblica gli scandali di cui Planned Parenthood si è resa protagonista (questo il tema: “Non si può dare un prezzo al cuore di un bambino. La vendita degli organi di bambini”). In particolare, vi sarà la proiezione di alcune parti dei video incriminati e di cui noi abbiamo abbondantemente parlato (vedi qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui).

Relatrice principale della conferenza sarà l’americana Lila Rose, che con la sua associazione Live Action da anni lotta tenacemente contro Planned Parenthood.

L’evento è organizzato in collaborazione con il gruppo di lavoro su bioetica e dignità umana del Partito Popolare Europeo, la European Ideas Network (un think tank del PPE), quattro eurodeputati che interverranno a titolo personale e l’ associazione ADF International.

“Stiamo assistendo ad una grave violazione dei diritti umani proprio davanti ai nostri occhi”, ha affermato Sophia Kuby, della sezione europea di ADF International. “Planned Parenthood, infatti, che è sotto inchiesta penale negli Stati Uniti con l’accusa di traffico illegale di parti del corpo di bambini abortiti, opera in tutta Europa ed è finanziata dall’Unione Europea. Il Parlamento deve occuparsi di questo caso”.

Il presidente Schulz guarderà con molta attenzione a ciò che accadrà e, soprattutto, starà a vedere quanta attenzione l’evento otterrà dai media. Il successo dell’iniziativa potrebbe avere una grande influenza sulla eventuale decisione di rimuovere PP dal Registro per la Trasparenza.

Chiunque possa andare a Bruxelles e partecipare è ovviamente benvenuto (per richiedere una tessera d’ingresso, si prega di contattare jana.zuscinova@europarl.europa.eu oppure idenblauwen@adfinternational.com). Più gente ci sarà, più vi sarà visibilità e Planned Parenthood ne uscirà male.

Finora in Europa è stato fin troppo il silenzio in materia. Eppure si tratta di uno scandalo di stampo internazionale. Ma si sa, quando c’è di mezzo l’aborto, gli scandali vanno messi sotto il tappeto…

Redazione

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