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Home Page > Aborto > Planned Parenthood invita gli attivisti a donare in onore di Mike Pence
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«Durante le festività natalizie, può essere difficile trovare il regalo perfetto per tutti nella tua lista. Ma se si tratta di un pensiero per @VP Mike Pence, ci abbiamo pensato noi. Ecco la nostra carrellata dei 10 migliori regali di Natale da dedicargli #PresentsForPence».

La voce del buon senso Non si tratta di un omaggio al vicepresidente americano Mike Pence, da sempre in prima linea per combattere l’aborto e il macabro commercio che ruota intorno a esso ma, al contrario, di una beffa tramite un twitt, che proviene direttamente dall’industria dell’aborto per eccellenza, Planned Parenthood, che costantemente si diverte a lanciare i suoi strali contro quello che considera uno dei suoi peggiori nemici e non a torto. Infatti, durante il suo mandato, Obama aveva approvato un regolamento che obbligava gli Stati americani a finanziare vari enti abortisti, tra cui Planned Parenthood, facendo confluire i soldi ricavati dalle tasse dei contribuenti, direttamente nelle casse delle cliniche abortiste, ma Pence non è stato a guardare. Fedele alle sue idee a favore della vita, ha adottato una misura federale che fa sì che ogni singolo Stato americano possa sentirsi  libero anche di togliere i finanziamenti pubblici a Planned Parenthood.

Ed è per questo che, all’inizio di questa settimana, la catena dell’aborto ha chiesto le donazioni natalizie sollecitando i sostenitori a versarle in onore del vicepresidente, aggiungendo: «Pence ha dato inizio a tutta la faccenda su Planned Parenthood: ha introdotto la prima misura federale per impedire ai pazienti di ricevere assistenza da Planned Parenthood e ci sta ancora provando! Quindi fagli un regalo che non dimenticherà mai e dona a Planned Parenthood Action Fund “in onore” di Mike Pence!».

Ma al “danno” si aggiunge anche la “beffa” perché della lista dei regali suggeriti, fanno parte anche dei preservativi e una maglietta della liberale Ruth Bader Ginsburg della Corte Suprema degli Stati Uniti, che l’industria dell’aborto considera un’eroina. La lotta di Pence è davvero contro un gigante, si pensi che  Planned Parenthood è la più grande “industria” abortista degli Stati Uniti, con circa 320.000 aborti all’anno e attualmente riceve circa mezzo miliardo di dollari di contributi annui, nonostante i numerosi scandali relativi al commercio illegale di parti del corpo di fedi abortiti e frodi sanitarie.

Il rapporto annuale più recente della Planned Parenthood ha mostrato un reddito record di  1,46 miliardi di dollari. È contro tutto questo che il vicepresidente degli Stati Uniti da sempre lotta: si è dato da fare per sconfiggere Planned Parenthood quando era un membro del Congresso degli Stati Uniti e governatore dell’Indiana dove, nel 2016, ha firmato una legge per vietare gli aborti basati esclusivamente sulla disabilità, il sesso o la razza del nascituro.

Per questo viene preso costantemente di mira dal “gigante dell’aborto” ma lui non si arrende, anzi, è il primo vicepresidente in assoluto a essersi occupato della March for Life nel 2017, a cui ha partecipato di nuovo nel 2018. E in barba alle beffe di Planned Parenthood ha più volte dichiarato: «Questa amministrazione lavorerà per mettere fine ai finanziamenti dei contribuenti per le cliniche abortiste. La vita sta vincendo di nuovo in America!».

Manuela Antonacci

Fonte: LifeNews

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