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I giovani,  la fede  e il discernimento vocazionale.indd

Ci viene il dubbio che per la Chiesa la vita umana cominci solo dal momento della nascita.

Per fortuna ProVita non è un’associazione confessionale. Per fortuna abbiamo sempre rivendicato la nostra indipendenza da qualsiasi credo religioso.

Abbiamo sempre cercato laicamente di portare avanti la nostra mission: ribadire il valore della vita umana – sempre, in qualsiasi condizione. Ribadire che la vita di tutti è sacra, sempre. Perché se si pone un segno, uno spartiacque, una distinzione, tra una vita che debba essere protetta e rispettata e una vita che possa essere sacrificata nell’interesse di qualcun altro, allora chi decide dove mettere il confine? Chi decide quali categorie di persone sono degne e non degne di vivere? La legge della jungla? La legge dello Stato? Anche le leggi di Norimberga erano leggi dello stato!…

Questo ragionamento è perfettamente laico e razionale. E finora ha sempre coinciso con la tradizione bimillenaria cristiana e con il Magistero della Chiesa Cattolica.

Ora cominciamo ad avere qualche dubbio.

Abbiamo appena dato la notizia che la Pontificia Accademia per la Vita annovera tra i suoi membri degli abortisti come il prof. Biggar.  Da ultimo ci tocca apprendere da Marco Tosatti che un Questionario rivolto ai giovani in occasione del Sinodo dei vescovi che si svolgerà nel 2018 chiede se tra le priorità della Chiesa debba esserci la difesa della vita “dalla nascita”: «Una maggiore promozione e difesa della vita fin dalla nascita».

Fin dalla nascita? E prima?

E la vita di quei 100.000 bambini che – solo in Italia – ogni anno viene soppressa con l’aborto chirurgico? E la vita  delle centinaia di migliaia di bambini allo stato embrionale che vengono uccisi dalle pillole anticoncezionali, dalle spirali, dalle pillole del giorno dopo? E la vita delle centinaia di migliaia di embrioni sezionati, selezionati, congelati e scongelati come bastoncini di pesce per la fecondazione artificiale e la ricerca?

Speriamo ci sia stata una svista, un errore di stampa nella redazione del test. Per sicurezza invitiamo tutti a chiedere lumi in proposito al proprio Parroco, al proprio Vescovo, ai frati e alle suore che si frequentano (se si frequentano).

Se la Chiesa avesse cambiato idea sull’inizio della vita ce ne dorremmo: avremo perso un alleato importante nella buona battaglia per la vita, per i bambini e per il futuro della nostra civiltà.

Ma se anche la Chiesa istituzionale ci abbandonasse nella tenzone, dalla nostra resterebbe la verità, la oggettiva realtà dei fatti. 

E – gli uomini di Chiesa dovrebbero saperlo – dove c’è la verità e la vita, c’è anche la via giusta, quella che si deve seguire. A costo di andare contro tutto e tutti.

Redazione


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2 Commenti, RSS

  • Mario ProVita

    dice su:
    20/06/2017 alle 14:04

    Spero pure io che «Una maggiore promozione e difesa della vita fin dalla nascita» sia solo un errore di stampa…

    Comunque bisogna essere dei mostri insinuare che i bimbi nel “pancione” della madre non siano assolutamente nulla… davvero spregevole!

  • Matteo ProVita

    dice su:
    20/06/2017 alle 16:08

    Personalmente ho scritto alla mail che ti forniscono dopo aver compilato il questionario per avere chiarimenti. Mi è stato risposto che è stato un errore, già segnalato alla società che gestisce il sito. La frase corretta riguardava la difesa della vita dal concepimento.

    Certo, l’errore è purtroppo stato fatto in un periodo non felicissimo per questi temi (vedi nomine discusse), però gli errori ci stanno. Possono capitare. Speriamo riescano a correggere in fretta e poi andare avanti.

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