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Home Page > Notizie dal mondo > Quasi tutto ciò che pensavi di sapere sulla storia di Matthew Shepard è falso
Matthew-Shepard_omosessuale_omofobia

Matthew Shepard era  l’affascinante giovane omosessuale  di Laramie, Wyoming, che nell’ottobre 1998 è stato torturato, ucciso e lasciato appeso in modo grottesco ad un recinto. Fu scoperto quasi un giorno dopo e in seguito morì  in ospedale per le terribili ferite.
Nella notte del 6 ottobre, Shepard ha incontrato “due sconosciuti” al Fireside Lounge a Laramie. I due uomini dopo aver offerto a Shepard un passaggio verso casa, lo hanno invece portato in una zona isolata, lo hanno derubato, picchiato con le pistole, e lo hanno lasciato appeso ad una recinzione.
I poliziotti hanno trovato la  pistola insanguinata insieme alle sue scarpe e al suo portafogli nel camion di due uomini — Aaron McKinney e Russell Henderson.
McKinney e Henderson hanno sostenuto la difesa da “panico anti- gay“, cioè di aver perso il controllo quando Shepard  ha fatto loro proposte sessuali e lo hanno ucciso in preda alla rabbia. Hanno fatto altri tentativi per ottenere attenuanti ma sono stati giudicati colpevoli e condannati al carcere a vita.
Quasi immediatamente Shepard è diventato un santo laico, e la sua uccisione è diventato una sorta di “Racconto della Passione” gay, in cui egli ha sofferto ed è morto per la causa dell’omosessualità contro la crescente omofobia e l’odio verso i gay in America.
In effetti, una “industria”  intorno a Mathew Shepard è cresciuta rapidamente con spettacoli e fondazioni insieme a leggi sui reati di odio a lui intitolate sia a livello di Stato che nazionale. Diverse Rockstar hanno scritto canzoni su di lui, tra cui Elton John e Melissa Etheridge. Lady Gaga ha eseguito “Imagine” di John Lennon cambiandone il testo per includere Shepard.
Grazie ad un nuovo libro di un  giornalista gay di successo ora sappiamo che gran parte di questa narrazione risulta essere falsa, poco più di un’agiografia gay.
Il giornalista gay Aaron Hicklin si chiede, scrivendo su “The Advocate”: “Come reagirebbero le persone convinte di una versione della storia a sentirsi dire che i fatti sono incerti — che pensare alla morte di Shepard come un crimine di odio non vuol dire che fosse davvero un crimine di odio? E come cambierebbe la nostra comprensione di tale reato sapere che l’autore del reato e la vittima non solo si conosceva, ma avevano avuto anche rapporti sessuali, commerciato droga tra di loro, e festeggiato insieme? ”
Questa rivelazione sorprendente arriva ne “Il libro di Matt” che sarà pubblicato la settimana prossima dal giornalista investigativo Stephen Jimenez che nel corso degli anni ha intervistato oltre 100 persone, tra cui gli amici di Shepard, gli amici degli assassini, e gli assassini stessi.
Secondo “The Advocate”, una delle principali pubblicazioni gay nel paese, Jiminez “ha accumulato prove aneddotiche sufficienti per ricostruire in modo convincente un delitto in cui l’orientamento sessuale di Shepard era un fattore, se non accidentale, certo meno centrale di quanto l’opinione  pubblica era stata indotta a credere.”
Ancora prima della morte di Shepard, due suoi amici raccontavano in giro che era stato ucciso per mano di violenti omofobi. In pochi giorni l’associazionismo gay si appropriò di quella che sarebbe stata la storia per eccellenza di “crimine di odio” per gli anni a venire; anche ora, The Laramie Project, uno spettacolo teatrale sull’omicidio è rappresentato in tutto il paese. Anzi, sarà eseguito la prossima settimana al teatro Ford di Washington DC.

Ma cosa è realmente accaduto a Matthew Shepard?
È stato picchiato, torturato e ucciso da uno o entrambi gli uomini ormai condannati all’ergastolo. Ma ora si scopre, secondo Jimenez, che Shepard era egli stesso uno spacciatore e che era amico e partner sessuale dell’uomo che ha portato a termine la sua uccisione. Infatti il suo assassino potrebbe averlo ucciso presumibilmente perché Shepard era entrato in possesso di una grande quantità di metanfetamine e si rifiutava di rinunciarvi.
Il libro mostra anche che l’assassino di Shepard era reduce di uno sballo da metanfetamine di cinque giorni al momento dell’uccisione.
Come prevedibile, la “Matthew Shepard Inc.” smentisce la nuova ricostruzione in cui la sua omosessualità aveva poco o nulla a che fare con il suo omicidio. La “Matthew Shepard Foundation” ha rilasciato questa dichiarazione:
<<I tentativi attuali di riscrivere la storia di questo crimine di odio sembrano basati su fonti non attendibili, errori fattuali, voci e insinuazioni piuttosto che le prove reali raccolte dalle forze dell’ordine e presentate in tribunale. Noi non rispondiamo alle insinuazioni, voci o teorie di complotto. Invece continueremo il nostro impegno per onorare la memoria di Matthew, e ci rifiutiamo di farci intimidire da coloro che cercano di infangarlo. Lo dobbiamo alle decine di migliaia di donatori, attivisti, volontari, e alleati alla causa dell’uguaglianza che hanno reso possibile il nostro lavoro.>>
L’agenda della “Sexual-Left” è fondata su menzogne. Come tutti sappiamo ormai, la vicenda che ha portato alla Roe vs Wade (sentenza che ha liberalizzato l’aborto negli USA, ndt)  era una bugia. E ora si scopre che anche la storia di Matthew Shepard era una bugia.
La “Sexual-Left”  approva tali menzogne perché portano a quello che essi considerano essere una verità di fondo. L’autore del pezzo su “The Advocate” scrive: “Ci sono ragioni valide per raccontare certe storie in un certo modo in momenti cruciali, ma questo non significa che dobbiamo continuare a raccontarle una volta che hanno esaurito la loro utilità.”

Traduzione a cura di Annarosa Rossetto

Clicca qui per leggere l’articolo originale pubblicato da Breitbart in lingua inglese

di Austin Ruse

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