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Home Page > Gender > Regno Unito: boom di adolescenti transgender. Ma la colpa è dei genitori
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Che nel Regno Unito il fenomeno dei transkids fosse in forte ascesa era noto. Gli ultimi dati forniti, tuttavia, rivelano un vero e proprio boom per una tendenza che rischia di diventare di massa. Secondo dati riportati dal Sun, i minori di 16 anni che hanno chiesto il cambio di sesso sono passati dai 2 al mese di qualche anno fa ai 7-10 a settimana, quindi, almeno uno al giorno.

La voce del buon senso Per l’esattezza, il numero di bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni che si sono recati in cliniche per identità di genere, è stato stimato in 314 nel 2011, balzando agli oltre 2000 del 2016. Lo scorso anno, il Ministro per le Pari Opportunità britannico Penny Mourdant ha ordinato un’indagine urgente sul fenomeno, da cui è emerso che l’incremento dei trattamenti per il passaggio da un sesso all’altro è stato del 4415% tra le sole ragazze. Dati più che mai in linea con quelli di un’altra indagine britannica, secondo la quale i giovani che hanno ricevuto “trattamento di genere” sono passati dai 97 del 2009 ai 2510 del biennio 2017/18: oltre il 4000% in più in un solo decennio.

Dati che, tuttavia, non sembrano turbare affatto il premier Theresa May, dichiaratasi più che mai «intenzionata a sradicare il bullismo omofobo e transfobico». «Abbiamo elaborato piani per riformare la legge sul riconoscimento di genere, snellire e demedicalizzare il processo per cambiare sesso, perché essere trans non è una malattia e non dovrebbe essere trattata come tale», ha aggiunto la May.

Ben più critico il commento dell’ex consigliere del Dipartimento per l’Istruzione, Chris McGovern, che ha dichiarato al Telegraph: «Le persone si stanno costruendo una carriera nell’incoraggiare i bambini a mettere in discussione l’identità di genere, in un’età in cui i bambini hanno bisogno di essere lasciati bambini. Quando gli insegnanti sollevano questi problemi, i bambini possono diventare confusi o infelici, traumatizzati dal gender».

Dall’altra parte dell’oceano, la tendenza non è troppo diversa. Secondo un sondaggio dei primi mesi del 2017, negli Usa, gli adolescenti dai 13 ai 17 anni che si identificano come transgender sarebbero stimati sui 149.750, quindi lo 0,7% di quella fascia d’età.

Una percentuale quasi insignificante, se paragonata a quella riferita, sempre due anni fa, dalla Gay and Lesbian Alliance Against Defamation (da prendere quindi assolutamente con le molle, essendo il sondaggio stato condotto, oltretutto, su un campione di 2037 intervistati): il 20% dei giovani tra i 18 e i 34 anni si identifica come Lgbt (di cui i transgender sono soltanto una sottocategoria), a fronte del 12% di sedicenti Lgbt sulla popolazione totale.

Luca Marcolivio

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