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Secondo la MIT Technology Review, la “scienza” è in grado di creare «embrioni artificiali, ma non si sa come gestirli».

Per quanto in nome della “scienza” – e per amore del dio denaro – si  trattino gli embrioni umani, cioè bambini piccolissimi, come cose o anche peggio, per chi vuole giocare con la vita umana a fare Dio il materiale di base che serve per assemblare embrioni in vitro è piuttosto costoso. E neanche i piccoletti abbandonati nei freezer, magari “scaduti” come  bastoncini di pesce avariati,  sono poi così a buon mercato.

E poi, una volta assemblato in vitro l’ovulo con lo spermatozoo, c’è ancora qualcuno – “oscurantista” come noi – che si fa problemi etici sulla manipolabilità degli esseri umani.

Sicché, gli uomini di “scienza” – se questa è scienza o hybris* lo giudichi il lettore – hanno trovato modo di creare embrioni artificiali, senza l’incontro di un ovulo e uno spermatozoo.  Ottengono “strutture embriologiche” dalle cellule staminali.

Embrioni risultanti dallo smembramento di un embrione

Le cellule staminali in questione, comunque, sono staminali embrionali, cioè sono state prese smembrando un embrione umano. 

Distruggere un embrione per ricostituirlo: è scienza o un gioco a fare i padroni della vita?

Poi,  queste cellule prese a un embrione vivo (che dopo il prelievo diventa morto) vengono utilizzate per creare “grumi di cellule” che assomigliano sempre più a embrioni umani: “embriologia sintetica“.

Esperimenti condotti in Europa e in America

Gli esperimenti condotti nell’Università del Michigan in realtà sono cominciati due anni fa e ancora a questi embrioni artificiali la “scienza” non è in grado di dare le cellule necessarie per fare la placenta, il cuore e il cervello. A Cambridge, nel Regno Unito, hanno costruito una replica convincente di un embrione di sei giorni di topo combinando due tipi di cellule staminali e ora stanno tentando di fare lo stesso con le cellule umane. Stessa cosa accade alla Rockefeller University di New York.

Ma la “scienza” non riesce a fare e a vedere tutto

Purtroppo per la “scienza”, però – dice l’articolo citato – gli eventi chiave dello sviluppo di quel “grumo di cellule” sono in gran parte inaccessibili alla “scienza”: si verificano nell’oscurità dell’utero della madre ancor prima che la maggior parte delle donne sappia di essere incinta.

“e vedere di nascosto l’effetto che fa” (E. Iannacci)

Al momento, la “scienza” osserva un limite di 14 giorni; tutti gli embrioni artificiali devono essere distrutti prima di 14 giorni. Ma alcuni si lamentano: se sono “embrioni sintetici”, non sono embrioni,  quindi dovrebbe essere consentito continuare a lasciarli sviluppare finché vivono…

Ma questa “scienza” serve per curare le malattie, per salvare vite umane? No. E chi lo sostiene non è informato oppure mente sapendo di mentire: gli unici risultati positivi nella cura delle malattie sono stati ottenuti con cellule staminali adulte o con cellule staminali “indotte” (senza ammazzare nessuno): leggete qua e qua e qua, per esempio.

Comprensibile: sono curiosi di vedere chi (o che cosa ?) ne verrà fuori.

Francesca Romana Poleggi

Fonte: BioEdge

*Hybris, in greco insolenza o tracotanza, è il “peccato originale” dell’uomo che si pone al posto di Dio (o che sfida le leggi della natura); ne è un esempio il mitico Prometeo che, per aver rubato il fuoco agli dei, fu punito in eterno, come raffigura il dipinto di Gregorio Martinez, Prometeo incatenato (1590 ca.), che si trova nel museo  El Prado, a Madrid.


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