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Scozia_arrestato_omofobia

Un predicatore di strada americano, Tony Miano, è stato arrestato a Dundee, in Scozia, il 9 gennaio, dopo che una donna, che aveva assistito a una sua predica all’aperto, lo ha accusato di aver parlato contro i peccati sessuali. La notizia è stata data nei giorni scorsi dal Christian Legal Centre, un’organizzazione evangelica che difende in Gran Bretagna i cristiani da un punto di vista legale. Tony Miano, che in precedenza era un funzionario di polizia (Deputy Sheriff) a Los Angeles, dovrà apparire in giudizio a Dundee il 22 aprile prossimo per rispondere dell’accusa di disturbo della quiete pubblica con l’aggravante di espressioni “omofobiche”.

Tony Miano faceva parte di una squadra di predicazione per le strade, che stava compiendo una missione di una settimana in Scozia. Era il secondo predicatore a parlare quel giorno. Il suo argomento era la natura del peccato, e cioè sui diversi peccati da cui Gesù era venuto a salvare la gente. Secondo i suoi confratelli, stava predicando in generale sul peccato; e poi ha cominciato ad elencare in maniera più dettagliata i peccati legati al sesso, citando l’adulterio, la promiscuità e la pratica omosessuale. A quel punto una donna che passava da quelle parti ha cominciato a gridare contro di lui.

La donna gridava contro Miano, e gridava che suo figlio (della donna) era omosessuale. Un collega di Miano, il pastore Josh Williamson della Chiesa battista Riformata di Perth sostiene che “Tony non si stava focalizzando solo sulla pratica omosessuale, stava parlando di tutti i peccati. Una donna ha cominciato a gridare contro di lui, e un’amica che stava con lei ha visto che stavano registrando la predica, così è corsa verso di me e ha cercato di rompere la videocamera”.

Nel frattempo la donna che aveva urlato stava chiamando la polizia con il cellulare, proprio mentre un agente stava arrivando. L’agente ha detto ai predicatori che anche se non stavano facendo nulla di male, c’era il diritto di parola, era meglio spostarsi. Miano ha terminato la predica in qualche minuto e insieme al collega hanno cominciato a impacchettare le loro cose per andare via. Ma nel frattempo sono arrivati due agenti. Una era una donna, che ha cercato di prendere la videocamera a Williamson; cosa che è riuscita al suo collega, che ha gettato lo strumento nel furgone della polizia. Anche Miano è stato caricato nel furgone; e l’accusa è stata disturbo della quiete e uso di linguaggio omofobico. Il predicatore si è dichiarato “non colpevole” di fronte al giudice; è stato liberato su cauzione, e dovrà tornare in tribunale il 22 aprile; nel frattempo è libero di tornare a casa, negli Stati Uniti.

Andrea Minichiello Williams, capo esecutivo del Christian Legal Centre afferma che l’incidente porta alla luce il problema della comprensione della legge in casi come questo. “Sembra che ci troviamo di fronte a una reazione iper-zelante da parte della polizia. L’incidente si aggiunge alla lista di arresti di evangelizzatori di strada cristiani che predicano prendendo spunto dalla Bibbia. È indicativo della soppressione di libertà di parola e di dare vita alle parole di Gesù Cristo in pubblico, e di presentare l’insegnamento della Bibbia”. La Williams afferma che il Centre è pronto a difendere chiunque abbia problemi per aver espresso i suoi convincimenti cristiani.

Marco Tosatti

Fonte: Vatican Insider

 

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