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La Regione Friuli Venezia Giulia tutela i transgender, riconosce  che l’identità sessuale percepita vale più della realtà biologica.

La Serracchiani, quindi, prevede che gli uffici consentano agli impiegati di utilizzare l’identità percepita a prescindere dal sesso di nascita. «Il sistema informatico verrà adeguato e saranno istituite nuove procedure di registrazione per i dipendenti trans che all’anagrafe risultino iscritti con un un’identità differente» anche prima che la nuova identità venga riconosciuta all’anagrafe, scrive un giornale locale.  La cosa genera costi e confusione? (si vedano i titoli del Gazzettino di Treviso) Non importa. Importa “l’inclusione”.

Ma forse questo non basterà per evitare – anche alla Regione “virtuosa” – l’accusa di transfobia.

gender_sesso_gazzettino-min-minAll’estero, infatti, gli attivisti transgender sono agguerritissimi contro il linguaggio non inclusivo che la cultura “transfobica” adopera in relazione a questioni attinenti al sesso.

I media danno molta evidenza agli “uomini”  “incinti” (sono donne. Donne mascherate da uomini, ma donne restano. Altrimenti non potrebbero portare un bambino in grembo. Perché gli uomini NON hanno un grembo dove accogliere un figlio….). E già in Inghilterra non si può più dire donna incinta o madre, ma bisogna dire persona incinta perché potrebbe essere apparentemente e legalmente – ma non realmente – di sesso maschile, quindi padre.

I media danno anche – con sussiego –  molto spazio a quei genitori (totalmente fuori di testa, per ignoranza, con o senza colpa) che crescono i loro figli “gender neutral”, come la bella Angelina Jolie: a prescindere dal sesso di nascita, i bambin* sono allevati in modo neutro così decideranno loro quale genere assumere da grandi.

Ora le organizzazioni che promuovono l’allattamento al seno sono state attaccate per non essere sufficientemente  inclusive nei confronti degli uomini che allattano (loro  dicono “al petto” e non “al seno” perché sono “uomini” e non hanno “seno”).gender_sesso_gazzettino_bis-min-min

E poi c’è chi si lamenta del linguaggio usato quando si parla di ciclo mestruale: le app che parlano di “salute femminile” sono abbastanza “inclusive”? «Ci sono anche uomini in mezzo a noi che sperimentano crampi mestruali», dicono. Sono gli stessi “uomini che poi restano “incinti”…

Quindi il linguaggio relativo alla salute “femminile” intorno al ciclo mestruale deve cambiare: non si parli più di “donne” col ciclo, ma di “persone” col ciclo. Così come sarà bene parlare di “persone” con l’utero e non di “donne” con l’utero.

Ma gli uomini che rimangono incinti, gli uomini che allattano “al petto”, gli uomini con crampi mestruali, sono un po’ duri da mandar giù anche alle menti più progressiste e aperte all’ideologia gender. E allora? “Transfobia”!

A quanto pare ne soffre la stragrande maggioranza delle persone. Chi pensa che l’idea di una donna con un pene o di un uomo con un utero sia strana è affetto da odiosa bigotteria di conservatore fascistoide.

Redazione

Fonte: LifeSiteNews


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6 Commenti, RSS

  • sara bi

    dice su:
    03/09/2017 alle 14:11

    Be’ si sapeva che l’intento di tutta sta ideologia e follia Gender fosse esclusivamente quella di eliminare il sesso femminile, che di fatto e’ quello che presenta le differenze portanti in quanto generatrice della vita. Nuova frontiera di supremazia maschilista, portato avanti col silenzio delle donne maschiliste, altro che femministe.

    La trovo una cultura impregnata di misoginia, dalla contraccezione, all’aborto e a tutto il resto.

  • vergilia murgia

    dice su:
    05/09/2017 alle 17:55

    Dio ci ha creati maschio e femmina per procreare ,piaccia o no la natura non si puo cambiare,ed egiusto cosi,chi non e d accordo e fuori di testa.

  • Stefano Detoni

    dice su:
    06/09/2017 alle 02:05

    Io ho sentito anche quella che gli uomini non dovrebbero usare particolari gentilezze con le donne, non dovrebbero aiutarle e proteggerle, e non dovrebbero fare i cavalieri, perché questo implicherebbe un’inferiorità della donna. E’ proprio vero che l’intelligenza ha un limite. A differenza della stupidità.

  • Elisiana Paradisi

    dice su:
    06/09/2017 alle 08:07

    È iniziata (da un pezzo) l’estinzione dell’essere umano. Gli animalisti pensavano che avremmo distrutto noi gli animali… il WWF sarà pronto a cambiare simbolo mettendoci un neonato al posto del panda? Ma prendendo alla lettera Darwin, l’evoluzione porta avanti solo i soggetti più forti e allora chi conserverà i valori Veri, quelli forti, sopravviverà sperando anche di imparare dagli errori che abbiamo commesso, perché spesso ci siamo vergognati di credere nella famiglia nei valori e soprattutto in Dio.

  • Giuseppe Casiraghi

    dice su:
    06/09/2017 alle 23:28

    Per me il lato assurdo di questa faccenda é che si rivoluziona l’anagrafe, si creano gli asili gender, non si parla più di uomo e donna, in una catena di abbigliamento inglese si elimina ogni riferimento a maschietto e femminuccia, per andare incontro a una parte assolutamente risibile della popolazione. Chi soffre di ‘disforia di genere’, cioè si sente imprigionato in un corpo che non riconosce come il suo, e che poi sfocia nella condizione transessuale, rientra in una percentuale dello 0,02%. Quanti transessuali conosce di persona la famosa casalinga di Voghera? Sarebbe come costruire un ospedale da 3000 posti con annesso centro di ricerca per una patologia che riguarda solo 1500 persone al mondo! Posso capire il dramma umano di una madre che, tornando a casa, trova il figlio di tredici anni che si sta provando i suoi vestiti, ma é comunque una condizione assolutamente minoritaria che non può imporre a tutta la società cambiamenti così radicali.

  • bandys bandys

    dice su:
    08/09/2017 alle 19:07

    Ma allora se viene ucciso un uomo col ciclo… allora non è più femminicidio? E allora tutti per strada: abbasso il transcidio! O… torniamo al vecchio “omicidio”?

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