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Home Page > Aborto > Topi umanizzati: i “progressi” della ricerca
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Un articolo di LifeNews ci informa circa gli squallidi progetti della Ricerca presso il National Institute of Health degli Stati Uniti.

Pare infatti che il NIH abbia speso già milioni di dollari fiscali, presi dalle tasse dei contribuenti, per finanziare ricerche che richiedono l’utilizzo di tessuti prelevati da bambini abortiti.

Secondo un grafico, pubblicato online dal NIH, che stima la spesa per varie categorie di ricerca, l’agenzia avrebbe speso 67 milioni di dollari sulla ricerca sul tessuto fetale umano nell’anno fiscale 2013; 76 milioni nel 2014; 80 milioni nel 2015; 103 milioni nel 2016; e 107 milioni nel 2017.

E questa ricerca così costosa e che usa il tessuto fetale umano (cioè la salma di bambini morti) a cosa servirebbe? Incredibile ma vero: a creare “topi umanizzati”.

Una serie di video del Centre for Medical Progress, nel 2015, ha provato il macabro commercio di bambini abortiti da parte della Planned Parenthood. Pare che fossero ci fosse tra gli acquirenti anche una società biotech che faceva esperimenti sui topi, creando “topi umanizzati” (ne avevamo parlato già qui).

Ciò è avvenuto all’Università di Rochester, dove un gruppo di scienziati ha iniettato dei topi con le cellule gliali (che hanno una funzione di nutrimento per i neuroni) provenienti dai cervelli dei feti umani. Per gli scopi di questa ricerca sono stati anche prelevati dai bambini il timo (un organo linfoepiteliale) ed il fegato.

Obama, nel 2015, ha finanziato con i denari dei cittadini anche una ricerca dell’Università del Connecticut che utilizza tessuto fetale umano.

Quel tessuto che i ricercatori di Planned Parenthood – afferma in un video la stessa direttrice della ricerca, Melissa Farrel – servirebbe a generare “topi umanizzati” per trovare cure contro varie malattie.

Peccato che al momento attuale nessuno che abbia cancro, diabete, malattie cardiache, e neurologiche sia vivo grazie alle cellule dei tessuti fetali. Mentre la ricerca sulle staminali adulte sta portando buoni frutti, la sperimentazione sui bambini abortiti non porta ad altro che a un macabro commercio.

Luca Scalise


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