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Home Page > Gender > “Trans-formare” Hollywood: la richiesta del jet set
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Come se Hollywood non fosse ancora abbastanza LGBT-friendly, e non avesse spalancato le porte alle peggiori perversioni concepibili dalla mente umana, arriva un nuovo progetto, promosso dalla lobby GLAAD (Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) per invitare l’industria cinematografica a una maggiore apertura verso il mondo trans. Una coalizione di oltre 45 gruppi, tra ONG, agenzie di talenti e società di produzione, ha pubblicato una lettera aperta chiedendo che il mondo del cinema dedichi più attenzione alle persone trans, tanto sullo schermo quanto nel backstage. Nell’eventualità in cui l’attuazione del progetto risultasse ostica, i responsabili si sono premurati di allegare alla lettera una Guida per creare una cultura trans-inclusiva dal titolo TRANSform Hollywood.

La voce del buon senso «Come comunità, le persone trans stanno lottando ogni giorno per essere viste e accettate come esseri umani», dichiara la lettera, citando una serie di politiche negative come l’esclusione dei trans dall’esercito o la tolleranza verso le compagnie di assicurazione sanitaria che negano loro «l’assistenza medica». E qui forse bisogna rispondere solo con l’ironia, dicendo che due sono le possibilità: o la disforia di genere è una patologia, e allora non è il caso d’inserire individui sessualmente confusi nell’esercito, oppure non lo è (come afferma l’OMS), e allora la transizione è pura cosmesi che non dà diritto alla copertura assicurativa. Fatto sta che queste “ingiustizie” obbligano i trans a lottare «per sopravvivere» in un mondo «non sicuro».

Ecco perché rivolgersi a Hollywood: questo mondo «ha il potere di curare la presunta ignoranza e bigotteria dell’America nei confronti delle persone trans, raccontando storie empatiche», come sottolinea LifeSiteNews e come noi abbiamo già evidenziato in proposito. Tuttavia, rimprovera la Guida, i trans sono stati rappresentati fino a ora «quasi esclusivamente come vittime tragiche, assassini psicotici e stereotipi unidimensionali». Per risolvere il problema, il gruppo chiede «di essere portato al tavolo» per consentire l’approfondimento della conoscenza del transgenderismo e dare il proprio contributo con «storie ricche e diverse» che, introducendo i trans nelle famiglie attraverso il cinema, aiuteranno a includerli sempre più nella società. Infine occorre assumere persone trans «in ogni area del progetto, dalla regia, ai costumi, all’illuminazione, ai servizi artigianali, alla contabilità». Insomma a Hollywood bisogna prepararsi al nuovo step: dalle quote rosa alle quote arcobaleno…

Vincenzo Gubitosi

Fonte:
LifeSiteNews

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