04/11/2015

Transgenderismo – Aiutare chi non accetta se stesso

Michael Cook, direttore di BioEdge, ci ha scritto una newsletter a proposito del transgenderismo che sembra assurda, ma fa riflettere.

Il  New York Post, ha recentemente riportato lo strano caso di una donna di 30 anni della Carolina del Nord, in USA, Jewel Shuping.

La donna è convinta di “dover essere” cieca. Non che “potrebbe” essere cieca, ma che lei  è fatta per essere non vedente: un “incidente” alla nascita ha fatto sì che la Shuping goda di vista normale, “ma io davvero sento che il modo in cui dovevo essere nata era senza la vista – dice – So con certezza che avrei dovuto essere cieca dalla nascita”.

Uno, un po’ ignorante, direbbe che è matta. I medici dicono che soffre di una patologia che si chiama BIID “Body Integrity Identity Disorder (disordine circa l’integrità del corpo). Quelli che soffrono di questo disturbo, spesso cercano delle menomazioni per sentirsi completi. Arrivano a farsi amputare gli arti. Oppure si procurano incidenti invalidanti in tal senso. Hanno cominciato a chiedere che il loro disturbo non venga considerato patologico e che il Servizio Sanitario contribuisca alle operazioni necessarie a farli felici.

occhi-bez4_transgenderismoAlla fine di un lungo “calvario”, la donna nel 2006 ha trovato uno psicologo che davvero l’ha compresa e l’ha aiutata. Dopo una lunga serie di sedute le ha somministrato delle gocce oculari anestetiche e le ha lavato gli occhi con un detergente corrosivo. “Mi faceva male” ha detto la donna in un video su  YouTube.  Ma nonostante il dolore tremendo tutto quello che riusciva a pensare era: “Sto diventando cieca, finalmente starò bene, starò a posto”.

Cosa pensare dello psicologo che l’ha “aiutata”? Davvero l’ha resa “felice”!

Bene: attenzione alla risposta. Perché se dovessimo pensare che lui è addirittura più folle di lei, cosa dovremmo pensare dei promotori del transgenderismo, che indirizzano i loro pazienti (anche ragazzini) alle cure ormonali e alle cliniche di chirurgia plastica per la riassegnazione del sesso?

Redazione

 

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