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Home Page > Aborto > Trump può sconfiggere Planned Parenthood con il taglio di 60 milioni
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La lotta dell’amministrazione di Donald Trump contro l’industria dell’aborto negli Stati Uniti va avanti e potrebbe presto avere un’ulteriore e decisiva spinta.

Già a marzo, infatti, come aveva riportato Life News, il presidente Usa aveva messo a punto una serie di regole per contrastare l’attività di Planned Parenthood, privandola di ben 60 milioni di dollari provenienti dai soldi dei contribuenti.

La voce del buon senso L’industria abortista, infatti, come riporta sempre il sito di informazione statunitense, riceve annualmente proprio tra i 50 e i 60 milioni di dollari, ma appunto tutto ciò potrebbe presto cambiare per le nuove regole che verranno implementate e che, già nei mesi scorsi, hanno fatto infuriare Planned Parenthood, che ha intentato una causa per questo. In questi giorni, però, la IX Corte d’Appello federale degli Stati Uniti ha accolto la richiesta dell’amministrazione Trump di revocare alcune ingiunzioni nazionali che erano state ordinate, in particolare dai tribunali federali dell’Oregon e dello Stato di Washington e un’ingiunzione statale in California.

A tal proposito, infatti, già un mese fa l’amministrazione centrale ha pubblicato una nuova proposta per proibire alle aziende pro aborto come Planned Parenthood di ricevere denaro proveniente dai soldi dei cittadini americani. Inoltre, secondo una nuova direttiva, che entrerà in vigore in sessanta giorni, le organizzazioni che ricevono tali finanziamenti avranno un massimo di 120 giorni per separare dal punto di vista finanziario le loro operazioni di pianificazione delle nascite, mentre avranno un anno di tempo per separare queste stesse operazioni dal punto di vista fisico rispetto al luogo dove si svolgono oggi.

Una misura, quella di Trump, conosciuta anche come Protect Life Rule, che mira quindi a tagliare i fondi solamente alle imprese che praticano l’aborto, mentre «vuole dirigere i soldi verso le realtà che forniscono assistenza sanitaria alle donne», come ha dichiarato Marjorie Dannenfelser, presidente della Susan B. Anthony List, un’organizzazione politica statunitense che ha tra i suoi obiettivi quello di incrementare il ruolo delle donne pro life in politica e che ha espresso, come tutte le associazioni pro vita americane, grande soddisfazione per le decisioni di Trump.

Salvatore Tropea

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