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Home Page > Aborto > Winsconsin legifera contro l’infanticidio dei bambini scampati all’aborto
Kermit Gosnell_aborto_gravidanza_infanticidio

L’Assemblea legislativa dello Stato del Winsconsin ha approvato un disegno di legge per fermare l’infanticidio e fornire assistenza medica e cure adeguate ai bambini che sopravvivono all’aborto. Il progetto di legge è stato approvato con 17 voti a favore e 14 contrari, hanno votato pro tutti i repubblicani, tranne il senatore Andre Jacque, che avrebbe voluto una legge ancora più radicale.

La voce del buon senso «Nessun bambino dovrebbe essere lasciato a morire, non importa come sono venuti al mondo», ha dichiarato il promotore del Ddl in questione, il presidente del Senato repubblicano Roger Roth. Tuttavia, il Governatore del Wisconsin Tony Evers, democratico pro aborto, ha già deciso e dichiarato che porrà il veto su questo Ddl, in quanto lo ritiene non necessario e, poiché i repubblicani non hanno voti sufficienti per scavalcare il veto, ciò significa che i bambini potranno ancora essere lasciati morire.

Tra l’altro, attualmente, ben 19 Stati non hanno leggi che impongano cure mediche per bambini nati vivi dopo aborti falliti, secondo una ricerca degli Americani Uniti per la Vita. Ma molto potrebbe cambiare, in base a quanto riporta The San Diego Union Tribune: «Sotto la legge, i medici abortisti sarebbero obbligati a prendersi cura dei bambini che sopravvivono all’interruzione di gravidanza. Se non lo facessero sarebbe un reato punibile con la condanna fino a sei anni di carcere».

Mentre secondo il Cdc (Centro per la prevenzione e le malattie) e in base anche alle testimonianze di medici e infermieri, almeno 143 bambini sarebbero nati vivi dopo aborti falliti tra il 2003 e il 2014 negli Stati Uniti, anche se, in base a una ricerca del Centro Americano per la Giustizia pare che il numero sia molto più alto e si aggirerebbe intorno ai 362 bambini tra il 2001 e il 2010. Addirittura secondo una stima riportata dal Whashington Post, oggi, negli Stati Uniti, vivrebbero ben 44.000 scampati all’aborto. Eppure, nonostante cifre così alte, che fanno pensare a un vero e proprio eccidio che potrebbe essere facilmente evitato, nel 2013, durante un’audizione presso l’Assemblea legislativa della Florida, l’avvocato e lobbista di Planned Parenthood Alisa LaPolt Snow, ha dichiarato esplicitamente che alla madre e al medico dovrebbe essere permesso di decidere se un bambino nato vivo debba ricevere cure mediche o meno.

E dunque rientrerebbe nei “diritti” del medico e della madre, la “libertà” di sopprimere ancora una volta e definitivamente una creatura alla cui vita si è tentato di porre fine già una volta. E a buona ragione potremmo ritenere che mai come in un caso simile, è calzante dire che perseverare è diabolico.

Manuela Antonacci

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