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Home Page > Aborto > Aborto a Treviso: vittime il 70% dei bambini con disabilità
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La diagnosi prenatale di qualche problema di salute del bambino rievoca il monte Taigeto di Sparta, dove venivano abbandonati i bambini deboli o malati, o la rupe Tarpea, o una scena da Colosseo dove il pollice verso significava condanna  a morte.

Anche oggi, la nostra società si mostra repellente verso le varie forme di disabilità (specie la Sindrome di Down): si parla delle percentuali pazzesche di aborto eugenetico in Isalnda e negli altri Paesi nordici, soprattutto ai danni dei bambini con sindrome di Down. Ma anche in Italia la realtà è davvero triste.

Qualche giorno fa,  un articolo di Treviso Today, attingendo dai dati del reparto di Patologia Neonatale dell’ospedale Ca’ Foncello – che riporta Il Gazzettino -, affermava infatti che 7 genitori su 10 scelgono l’aborto eugenetico, se il figlio  presenta una disabilità.

La vita di un figlio sembra dunque essere molto meno importante delle sue caratteristiche fisiche e quando il bambino  si rivela difforme rispetto ai canoni della “vita degna”, in molti sono pronti a “mostrare il pollice verso”.

In un mondo che ha fatto ormai sua una costante denuncia delle varie forme di discriminazioni (a volte anche a sproposito), sembra davvero strano che nessuno di preoccupi di quanti disabili vengano discriminati e soppressi già prima della nascita.

Addirittura – racconta LaTribuna -, lo scorso anno il Tribunale di Treviso ha trattato il caso di una donna che ha voluto un risarcimento perchè se fosse stata avvertita del fatto che il figlio aveva la Sindrome di Down, lo avrebbe abortito, invece “purtroppo” è nato.

E, come afferma anche il professor Noia, quello dell’aborto eugenetico è un problema che riguarda tutta l’Italia. La  maggioranza delle donne viene di solito terrorizzata dai medici sulle possibili conseguenze delle patologie dei bambini che portano in grembo. Non viene offerta loro alcuna alternativa all’aborto, alcuna speranza, anche se molte patologie si possono curare perfino in utero. E troppo spesso vengono eliminati anche bambini che hanno delle piccole imperfezioni facilmente superabili, come il piede torto o il labbro leporino.

E se la vita delle persone con disabilità non è “degna di essere vissuta” come quella di qualsiasi essere umano, chiunque può finire vittima dell’arbitrio di chi chi ha il potere di mostrare il pollice verso .

Redazione


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Un Commento, RSS

  • Gisella Buehler

    dice su:
    19/03/2018 alle 12:47

    Triste

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