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Home Page > Aborto > Aborto e bugie e … sì, cancelliamo la 194
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Tra i tanti commenti che ci lasciano i nostri Lettori,  questo è stato indirizzato alla nostra Direttrice Editoriale, a margine dell’articolo E’ scandalo sul web se scrivi che l’aborto è omicidio“, scritto a proposito del putiferio suscitato  dalla provocazione di  don Pieri che si è chiesto se avesse più morti sulla coscienza Riina o la Bonino.

Qui la risposta. Con l’occasione ci scusiamo con coloro che non vedono i loro commenti pubblicati e/o non ricevono risposta: la mole del lavoro di moderazione è spesso insostenibile.


Cara Francesca Romana,
se fossi nata prima del 1975 avresti conosciuto tante donne, ti posso garantire molto più di quelle che potresti credere e che nessuna statistica ufficiale riporta perché tutto avveniva nel segreto delle famiglie, che con i sistemi più improvvisati e meno sicuri, si provocano l’aborto. I feti venivano rimossi ugualmente ma di nascosto da tutti, istituzioni in primis. Questa la ragione per cui è nata la 194, peraltro a seguito del referendum che fu votato – guarda caso – dagli italiani e dalle italiane ben consapevoli di quanto accadeva nel segreto di casa.

Ora, cara la nostra fustigatrice della morale, una domanda: se dovessimo abrogare la 194 e una donna si trovasse in una condizione per cui l’aborto sarebbe comunque la sua ultima chance, cosa le fareste? La chiuderesti un un 41 bis, visto che il tuo prete che non ha mai visto una donna in vita sua la paragona a Riina?

Antonio Pizzola


Caro Antonio,
io sono nata MOLTO prima del 1975 (purtroppo). Negli anni ’70, “anni di piombo”, ero alle superiori. Ho frequentato il collettivo femminista di un rinomato liceo (uno di quelli “storici”, dove si faceva politica “molto seriamente”) e conosco fin troppo bene la propaganda che si è fatta ai tempi della 194: ci stavo dentro con tutte le scarpe. Ho anche avuto modo di  capire con quante e quali menzogne spudorate hanno cercato di fare il lavaggio del cervello ai giovani e alle giovani della mia generazione (e su molti ha funzionato a meraviglia…).

Il referendum sull’aborto

Col referendum ci fu un’abile mossa dei radicali: loro presentarono una proposta di una modifica in senso ancor più permissivo della 194. Poi c’era la proposta del Movimento per la Vita, abrogativa, e quindi a molti il testo approvato dal Parlamento veniva presentato come “il giusto mezzo”, pieno di belle parole come “tutela della maternità e dell’infanzia”. Abbiamo visto all’atto pratico che la 194 non tutela proprio nessuno: consente l’aborto a richiesta, senza validi motivi, anche oltre il limite dei tre mesi, anche alle minorenni senza il consenso dei genitori.

Le bugie spudorate della propaganda radicale

La prima grande bugia che è stata inculcata nella mentalità comune è quella del “grumo di cellule”: è oggettivamente inoppugnabile che nel grembo c’è un bambino in qualche modo “autonomo” fin dal concepimento.

La storia dei numeri dell’aborto clandestino è un’altra di quelle menzogne spudorate: venivano dichiarate morte di aborto clandestino, ogni anno, un numero di donne maggiore di tutte le donne morte quell’anno.

La 194 ha fallito nella “lotta all’aborto clandestino”

E la (finta) preoccupazione per l’aborto clandestino dovrebbe tutt’oggi essere viva, perché la 194 ha fallito in modo evidente: basta vedere le cronache che ogni tanto (da Villa Gina, alle recenti orribili vicende che accadono tra gli immigrati)  scoprono abortifici illegali qui e là.

Non solo: gli stessi che si preoccupavano tanto dell’aborto clandestino (santa Emma Bonino in testa) oggi vorrebbero la liberalizzazione della RU486, cosicché la madre possa abortire il figlio “comodamente” nel water di casa, magari da sola,  tra dolori lancinanti, abbondanti emorragie e alto rischio di setticemia: legale nella forma,  nella sostanza l’aborto ritorna nella clandestinità!

La salute delle donne

A tutta questa gente della salute delle donne in realtà non è mai importato niente. L’aborto è pericoloso, lascia segni fisici e psicologici anche gravi: lo sai che oggi le donne addirittura muoiono di aborto legale e nessuno dice mai niente? E nessuno le mette in guardia, prima, dei possibili effetti collaterali?

La 194 andrebbe abrogata in toto

La 194 andrebbe sostituita con delle vere norme volte al sostegno della maternità e soprattutto delle maternità difficili. Con delle norme che impediscano ai padri di eclissarsi in una nuvola di fumo (ora che è facile fare una prova del DNA), con delle norme che agevolano l’adozione e completano la legge sul parto in anonimato che già esiste, ma che non conosce nessuno.
Con un’educazione alla sessualità responsabile: anche gli anticoncezionali più moderni sono fallaci.
Quando dovesse succedere che per salvare la vita della madre rimanesse ucciso il bambino che porta in grembo, lo stato di necessità (nell’art.54 c.p. da sempre) è sufficiente a esimere da qualsiasi tipo di responsabilità penale e civile (e morale).

Perché sostenere che si possono risolvere tutti i problemi uccidendo i piccoli? Perché non parlano? (e non venirmi a dire che sono “pre persone”, se no rileggiti la omonima novella distopica di Philip Dick…).

Le madri che uccidono i figli (nati) vengono punite. Stessa cosa dovrebbe essere per chi uccide volontariamente e senza attenuanti i figli non nati. Non c’è differenza. Anche se di solito le donne che giungono a tanto (a uccidere un figlio, prima o dopo la nascita) hanno moltissime attenuanti – di cui si deve tener conto. Le donne che abortiscono sono esse stesse vittime della cultura della morte e della società “dello scarto”. Le donne in crisi andrebbero aiutate prima che abortiscano. Se non si riesce vanno aiutate dopo, non stigmatizzate. Ma neanche si può far finta di niente, “normalizzare” l’aborto: perché questo è il modo migliore per cacciarle nel tunnel della depressione post abortiva.

E comunque nessun giudice condannerebbe mai un’infanticida al carcere duro del 41 bis. Tranquillo, non ci sono proprio gli estremi, grazie a Dio. Anzi tutto sommato è molto più difficile di quanto pensi finire in galera, col nostro sistema giudiziario. Tranquillo.

Don Pieri non è “il mio prete”, ma ha ragione

Il “mio” prete non è “mio”, perché neanche lo conosco. Ma lui ha provocatoriamente chiesto: quanti morti ha sulla coscienza Riina? Le cronache dicono: circa 200 (che già sono un’enormità). E santa Emma Bonino? Lei si è sempre vantata di praticare gli aborti clandestini. Lei si è sempre vantata di essere una delle fautrici della 194: la 194 ha fatto almeno 6 milioni di morti innocenti (i dati ministeriali parlano di circa 100.000 aborti l’anno, per 40 anni. In più ci vanno aggiunti gli aborti in pillole. E se poi aggiungiamo gli aborti causati dalla spirale e dagli altri contraccettivi che possono essere abortivi, si va ben oltre…), quindi il “mio ” prete ha fatto un paragone provocatorio, ma ha messo in luce una verità oggettiva e inoppugnabile: ne uccide più l’aborto che la mafia.

Francesca Romana Poleggi

PS: Non sono affatto “fustigatrice della morale” (caso mai “fustigatrice dell’immoralità”). Ma poi, credimi, non ho mai fustigato nessuno: la morale a me serve per vivere libera e felice. Chi vive nell’immoralità, peggio per lui.

 

 


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2 Commenti, RSS

  • pietro guerini

    dice su:
    23/11/2017 alle 09:37

    Finalmente un commento sul caso limite e sull’art. 54 da persona competente . Lo spieghi ai satanisti inconsapevoli o meno travestiti da cattolici che vogliono una legge che obblighi la donna a morire e che parlano e scrivono senza sapere nulla . In quel caso , come Lei ricorda , le donne potevano già abortire prima della 194 . E lo stato di necessità del codice penale vaticano è ancor più generoso da sempre . Ma questi non sanno nulla . Peggio che abortisti . La orribile 194 consente ma non obbliga l’uccisione di una persona . Peggio che talebani . La lapidazione orrenda presuppone quanto meno una trasgressione . E vogliono dar lezioni di cristianesimo . Sacralità della Vita è anche quella della donna incinta , dalla quale nasce ogni umano . In ogni altro caso l’aborto è ingiustificato e deve tornare ad essere perseguito come un reato con pene severe .

  • giulia GUALANDI

    dice su:
    25/11/2017 alle 11:57

    Mi meraviglia che chi difende la vita prima del concepimento, siano per la maggioranza uomini ( tanto di cappello).
    Si dovrebbero sollevare le donne che hanno vissuto in pieno la maternità o la sofferenza di aborti spontanei. Per noi donne forse è l’emozione più coinvolgente o devastante che penetra nel nostro DNA. IO MI SENTO OFFESA DALLE PAROLE DELLA BONINO, DELLA MAZZONI ECC. Quando si sperimenta il dare la vita, la donna cambia radicalmente. Il miracolo della vita e della morte cambia profondamente. Così il decidere di uccidere il prorio figlio in grembo cambia radicalmente. HA PIU’ MERITO UNA PERSONA (O STATO) CHE AFFIANCA, AIUTA, DONA IL SUO TEMPO PER DARE LA POSSIBILITA’ AD UNA DONNA DI PARTORIRE, O L’ELIMINAZIONE INCONDIZIONATA DEL FIGLIO NASCENTE LASCIANDO LA SOFFERENZA DELLA DONNA SCONFITTA NEL SUO INTIMO ALLA MERCE’ DELLA SUA SOLITUDINE? ( vedi 194 non attualizzata).DOV’E’ IL PADRE? LA 194 E’ UNA LEGGE MASCHILISTA.

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