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Home Page > Gender > Alessandria, fiabe gender ai bambini: il sindaco revoca il patrocinio
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Nel mese di giugno, come tante altre città italiane, Alessandria sarà attraversata dal gay pride e si sprecano gli appuntamenti Lgbt, in programma nella città piemontese sin da queste settimane.

Tuttavia la cosa che ha destato più perplessità è che a patrocinare l’evento sia un sindaco leghista, Gianfranco Cuttica, che si è giustificato dichiarando a La Stampa: «La mia idea è semplice. Se assumi questo incarico, rappresenti l’intera comunità. Ognuno deve essere libero di esprimersi e manifestare». Ma le polemiche sono divampate a tutta forza quando si è diffusa la notizia che tra i vari appuntamenti dell’“onda pride” ci sarebbe stata la lettura di favole infarcite di ideologia gender per di più a cura di due drag queen: Vera Aloe e Carla Stracci, tutto questo sotto l’egida del collettivo di Non una di meno, presso l’ex Asilo Monserrato.

La voce del buon senso Fortunatamente Cuttica ha replicato alle polemiche, forse anche perché preoccupato da tanto clamore, scoppiato in questi giorni, dichiarando: «Tra le manifestazioni in programma non risulta esservi alcuna “Lettura di favole per bambine/i”, evento quindi del tutto estraneo al programma di AL Pride. La manifestazione in oggetto pertanto non fruisce in alcun modo del patrocinio della Città di Alessandria»Il sindaco se l’è poi presa col collettivo Non Una di Meno: «Un gruppo che, contravvenendo a ogni legge ha abusivamente occupato un immobile (l’ex Asilo Monserrato, ndr) di proprietà di un istituto di beneficenza (Ipab, ndr) che attualmente non svolge alcuna attività, e il cui Presidente parrebbe aver sporto regolare denuncia per violazione ed occupazione di proprietà privata».

Da questo episodio si evince l’importanza fondamentale che rivestono lo sdegno e la forza della protesta. Lo dimostra anche il fatto che, in diversi Paesi stranieri, seppure questa piaga della lettura di fiabe gender alla presenza di bambini dai 3 anni in su e ad opera di omaccioni travestiti da donna, non certo rassicuranti, sia diventata endemica, sono sorte associazioni che si oppongono proprio a questo tipo di eventi, molto spesso ottenendo risultati concreti. Ci riferiamo ad esempio, a Mass Resistance in Massachussets, un gruppo formato da genitori così audaci che sono arrivati a filmare gli eventi “a tema gender” che si svolgono in varie grosse librerie e a denunciarli tramite video condivisi su fb e interviste rilasciate in televisione.

Perché mantenere deste le coscienze è già una vittoria, infatti, certe pratiche “abominevoli”, in quanto sperimentate sulla pelle dei bambini, possono essere combattute solo evitando l’assuefazione, la rassegnazione e l’indifferenza e quindi non smettendo mai di abbassare la guardia.

Manuela Antonacci

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Un Commento, RSS

  • clemente fioravanti

    dice su:
    25/05/2019 alle 14:34

    Io abolirei “tout court” l’ istituto del patrocinio da parte di Enti Pubblici.
    Questa storia di dover mettere il “bollino blu” istituzionale non ha alcun senso in un sistema democratico.
    Patrocinare significa coinvolgere obbligatoriamente tutta la collettività, costringendo tuttu ad aderire e sottoscrivere .certe iniziative, anche chi non è d’ accordo. Un sistema che è a metà fra il fascismo e il comunismo.

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