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Home Page > Aborto > Alla Pontificia Accademia per la Vita c’è un prof. pro aborto
Prof. Biggar_aborto

La Pontificia Accademia per la Vita, presieduta da Mons. Paglia,  annovera tra i suoi nuovi membri il Regius Professor of Moral and Pastoral Theology di Oxford, Nigel Biggar, che ha dichiarato di essere favorevole all’aborto.

Per sciogliere il dubbio che solleva Niccolò Magnani su Il Sussidiario, che  ritiene malevolo il commento di quelli come Marco Tosatti che rimangono sorpresi e amareggiati dal fatto che nella Pontificia Accademia della Vita ci sia qualcuno favorevole all’aborto, siamo andati a ricercare la dichiarazione testuale di Biggar, in dialogo con Peter Singer (quello per cui le persone con sindrome di Down valgono meno degli animali).

«…The killing of any human being is a morally hazardous business, even if it is permitted at an early foetal stage. It isn’t something that we should do casually and wantonly, and I suspect that Peter would agree with that. So I would be inclined to draw the line for abortion at 18 weeks after conception, which is roughly about the earliest time when there is some evidence of brain activity, and therefore of consciousness. In terms of maintaining a strong social commitment to preserving human life in hindered forms, and in terms of not becoming too casual about killing human life, we need to draw the line much more conservatively» (da Standpoint Magazine)

A 18 settimane il bambino si muove ancora facilmente nel liquido amniotico. E' grande come un grosso peperone. Gli apparati genitali sono già formati e al loro posto, sia per il maschio che per la femmina.

A 18 settimane il bambino si muove ancora facilmente nel liquido amniotico. E’ grande come un grosso peperone. Gli apparati genitali sono già formati e al loro posto, sia per il maschio che per la femmina.

Traduciamo: «… L’uccisione di un essere umano è affare moralmente delicato, anche quando è permessa in uno stato fetale precoce.   Non è una cosa che possiamo fare casualmente e senza limiti, e credo che anche Peter sia d’accordo [a noi non risulta che Singer abbia remore in proposito, ma non è questo il punto, ndR]. Sicchè io sarei incline a segnare il limite per l’aborto a 18 settimane dal concepimento, che grosso modo è il primo momento in cui c’è qualche prova di attività cerebrale [questo è assolutamente falso, dal punto di vista scientifico, ndR], e perciò di consapevolezza [anche quelli che dormono sono in uno stato di non consapevolezza… ndR]. In termini di mantenimento di un forte impegno sociale nel preservare la vita umana in forme limitate, e in termini di non divenire troppo casuali nell’uccidere vite umane, dobbiamo segnare il limite in modo molto più conservativo»

Certo, rispetto a chi è favorevole all’aborto senza limiti e anche post nascita, come Singer, la posizione di Biggar potrà essere considerata “conservatrice”.

Ma le parole che abbiamo evidenziate ci sembrano molto chiare. Giustamente Tosatti si stupisce non tanto che uno così ignorante nelle nozioni basilari di embriologia e di sviluppo fetale sia professore ad Oxford, quanto nel fatto che questi sia membro della Pontificia Accademia della Vita.

Redazione

 


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7 Commenti, RSS

  • guido guido

    dice su:
    15/06/2017 alle 09:27

    Sempre peggio

    Che tristezza. Davvero.

    PS: Mia moglie e io abbiamo perso un figlio molto prima delle 18 settimane. Che scemi ad averci sofferto, eh?

    PS: “L’uccisione di un essere umano è affare moralmente delicato.” E io che pensavo fosse moralmente sbagliato. Sempre più scemo.

  • Mario ProVita

    dice su:
    15/06/2017 alle 09:35

    Eccetto in casi particolari, l’aborto sui bambini non è accettabile: solo perché non hanno sviluppato ancora un cervello, non significa che non siano esseri umani.

    Il discorso è che l’essere umano è tale quando è capace di proseguire nell’ambito della specie, tramite l’ottenimento di tutte le abilità base (gli organi vitali ed umani).

    Gli adulti sono esseri umani che hanno progredito nell’ambito della specie, per tanti anni… e voi “pro-scelta” non volete permettere a qualcuno/a di proseguire come gli altri, solo perché li identificate come “un grumo di cellule”?! Siete Neonatofobi! Neonatofobi senza pietà e senza scrupoli!

    • Mario ProVita

      dice su:
      15/06/2017 alle 09:38

      Aggiungo che l’essere umano non lo si è solo quando si ottengono le abilità base… ma anche tutte quelle avanzate (ciò che riesce ad ottenere… sono così tante, comunque, che non si finirebbe mai di imparare).

  • barbara fiaschetti

    dice su:
    16/06/2017 alle 14:51

    Sono una cattolica praticante, ho vaccinato i miei figli, ma sono sconcertata da quando sono venuta a conoscenza che nei vaccini sono contenute cellule di feti abortiti. Lo trovo assolutamente disgustoso e mi domando come mai i cattolici non si stiano ribellando a tale pratica oppure possano avere possibilita di fare obiezione di coscienza

    • Teresa Moro

      dice su:
      16/06/2017 alle 15:45

      Il tema dei vaccini è molto complesso. Domani pubblicheremo un’intervista al Dott. Paolo Gulisano sul tema, per fare chiarezza e per sfatare alcuni “miti”. Un caro saluto.

      • Barbara Fiaschetti

        dice su:
        16/06/2017 alle 17:55

        Sono d’accordo con la complessità della materia ma ritengo che ci siano dei principi dai quali un cattolico non possa prescindere. Uno di questi è il rifiuto dell’aborto. E il solo pensare che cellule di una feto abortito circolino nelle vene fa stare male. Rispetto per la vita sempre

  • Mario Rossi

    dice su:
    16/06/2017 alle 15:43

    Io divento ortodosso. Per i cristiani il diritto alla vita non può essere negato ed è loro compito proteggere i più deboli.

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