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Home Page > Gender > Associazioni: per avere soldi pubblici devono essere LGBT
LGBT_America-Latina_omosessualismo

L’attivismo LGBT merita finanziamenti pubblici, altre associazioni che operano in favore di tutta la società (e non solo di una minima parte, che però fa la voce grossa) invece no.

È di ieri la notizia che la Commissione Attività Sociali del Comune di Bolzano ha presentato una è proposta per stanziare 5000 euro di fondi comunali a favore di un’associazione riconducibile ad Arcigay Bolzano. L’associazione in questione si chiama Centaurus ed è presieduta da Andreas Unterkircher, del partito dei Verdi che detiene la maggioranza nella città altoatesina.

Nella stessa regione, per le associazioni AIDO (donatori di organi) e AIL (associazione italiana contro leucemie linfomi e mielomi) il Comune ha stanziato invece una cifra pari a circa 2000 euro. Queste due associazioni hanno in media 890 iscritti ciascuna; l’associazione Centaurus, invece, non aveva comunicato il suo numero di iscritti al momento della proposta. Sollecitata dalla minoranza, essa aveva infine dichiarato le cifre: dodici volontari e cinque iscritti effettivi (magicamente diventati quaranta il mattino successivo alla dichiarazione…). Ma è un’associazione LGBT, quindi…

Se venisse approvata la proposta di stanziamento dei fondi, alla Centaurus spetterebbe l’8% dell’intera cifra a disposizione per le attività sociali del Comune. L’iniziativa ha suscitato la netta opposizione dell’opposizione di centrodestra (ma anche l’esponente del PD Mauro Randi si è schierato contro la commissione…).

Ci si chiede se il comune di Bolzano abbia il diritto di stanziare 5000 euro a favore di associazioni che di certo si occupano di cose molto meno importanti dell’AIL, la quale tuttavia percepisce una cifra molto più bassa. I fondi dovrebbero essere a detta dell’associazione utilizzati nella lotta contro le “discriminazioni”: Fratelli d’Italia fa notare che le associazioni LGBT, in occasione dell’ondata Pride che attualmente si sta spargendo per l’Italia, hanno dimostrato che per loro lottare contro le discriminazioni vuol dire utilizzare i loro fondi per organizzare manifestazioni che consentono, tra le altre cose, locandine come quella di Perugia, “una drag queen vestita da porno Madonna, che è un’offesa ed un vilipendio alla cultura e alla credenza cristiana”.

Liberissimi di bruciare soldi in questo modo: ma che non siano soldi pubblici, dal momento che ci sono molte altre associazioni che meritano di essere finanziate per il lavoro che svolgono.

Inoltre, il numero degli iscritti è così scandalosamente basso che lo stanziamento di una tale cifra non ha neanche bisogno di ulteriori commenti. 5 persone, 5000 euro.

La battaglia si sposta in Consiglio comunale, dove si attende la presa di posizione dei 5 Stelle.

Sperando che vinca il buonsenso.

Gloria Pirro

Fonte: Il Giornale


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Un Commento, RSS

  • Mario ProVita

    dice su:
    18/06/2017 alle 18:17

    E’ tutto un affare a discapito delle persone innocenti, condizionate ad “amare” sempre in ogni circostanza (quindi a renderli dipendenti sessuali).

    Speriamo davvero che il buon senso riuscirà a prevalere…

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