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Home Page > Aborto > Bonino “zia d’Italia”? E’ vero, allora: “Parenti serpenti”!
Emma Bonino_obiezione di coscienza_aborto_zia

Se la Emma Bonino è la “zia d’Italia” allora è proprio vero il detto “parenti serpenti”… Lasciamo la parola a  Camillo Langone, su Il Foglio, che riflette a proposito della pertinenza della definizione di “zia” per la nota esponente radicale, paladina della cultura della morte da decenni.

Gli amici si scelgono, i parenti si subiscono. Noi italiani oltre ai parenti di sangue dobbiamo sopportare zia Emma, quell’Emma Bonino che si è autodefinita “zia d’Italia”.

Tutti avremmo voluto uno zio d’America, colui che finalmente ci avrebbe arricchito. E invece ci tocca la zia di Bra, che ci ha impoverito (patrona del divorzio e dell’aborto è corresponsabile del crollo demografico che ha moltiplicato la spesa pensionistica e sanitaria e dunque le tasse).

Non paga, adesso vuole appropriarsi di un titolo che non le spetta.

Un’ipotesi etimologica fa derivare “zia” dalla radice sanscrita che significa “allattare”.

Difficile immaginare Emma Bonino dare il latte a un bimbo, più facile immaginarla mentre gli dà la morte, anche perché rispunta ovunque la foto anni Settanta in cui introduce una pompa di biciclettazia nel ventre di una donna incinta.

Alla creatura che quel giorno finì nei rifiuti non venne concesso il tempo di dire né zia né mamma. Un capezzolo non lo succhiò mai.

Emma Bonino la prossima volta si autodefinisca onestamente, lasci in pace il latte, le tette, i parenti e utilizzi una qualsivoglia parola il cui etimo racchiuda il significato di “uccidere”: una vecchia militante del partito radicale, avanguardia dell’estinzione, non avrà difficoltà a trovarla.

Camillo Langone


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2 Commenti, RSS

  • Angelo Coppola

    dice su:
    29/12/2017 alle 13:37

    Veramente piu’che zia d ‘Italia bisognerebbe chiamarla “becchina d’ Italia”

  • Lara Gallina

    dice su:
    31/12/2017 alle 20:00

    Povera donna…
    Preghiamo che apra il suo cuore al Signore e che ritrovi in fondo alla sua anima quella sensibilità nei confronti della vita che fa di ogni donna, anche di quelle che non hanno figli biologici, ciò che è realmente: madre che dona vita. Buon 2018!

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