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Home Page > Campagne > Brandi, a Radio Padania, mette in guardia sul gender a scuola
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Il presidente di ProVita Toni Brandi oggi ha rilasciato un’intervista a Radio Padania.

Come le altre associazioni pro famiglia, infatti, anche noi siamo molto preoccupati e indignati per i contenuti delle linee guida emanate dal Ministero dell’Istruzione e attuative del comma 16 della legge 107 (la cosiddetta “Buona Scuola”), basate sull’ideologia gender.

Abbiamo già parlato della questione e denunciato la scelta del MIUR.

Nell’intervista – che potete ascoltare più sotto – Brandi solleva delle obiezioni al sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone e spiega chiaramente che il pericolo gender nel prossimo anno scolastico c’è, eccome! Il Ministero non ha ascoltato le istanze delle famiglie, come invece aveva promesso l’anno scorso, preferendo piuttosto sposare l’agenda dell’omosessualismo.

Pertanto, i genitori devono tutelare il proprio diritto all’educazione dei figli e vigilare sulle attività scolastiche: non è accettabile che ai bambini e ragazzi si insegni quant’è bella l’omosessualità!

Bisogna avere un po’ di coraggio, perché la persecuzione e la discriminazione (questa sì, vera!) sono ormai una realtà, come sta a dimostrare la vicenda del prof. Walter Caligiuri, contro cui è stato avviato un procedimento disciplinare per il solo fatto di aver portato argomentazioni razionali di critica alla legge sulle unioni civili…

ProVita continuerà a informare e sostenere tutti coloro che difendono la ragione ed il buon senso e non si rassegnano alla dittatura della lobby LGBT. Lobby che, come nota Brandi, non rappresenta affatto la maggior parte delle persone omosessuali. In realtà, dietro “matrimoni” gay, adozioni e ideologia gender, ci sono gli interessi economici di pochi…

Redazione


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2 Commenti, RSS

  • livia sonda

    dice su:
    12/07/2016 alle 17:12

    Buon giorno. Leggo molto attentamente i vostri articoli perché da mamma di 5 figli sento forte il dovere di educarli nel migliore dei modi. Comprendo anche che quando varcano il cancello della scuola loro sono indifesi di fronte al pensiero unico della cultura del gender. Gli stessi insegnanti a cui affido i miei figli per svariate ore ogni giorno sono ignoranti a tal proposito se non addirittura promotori di questa cultura di distruzione dell’uomo. Io condivido molto spesso i vostri articoli su facebook sperando che qualcuno li legga e cominci una seria riflessione. Ora vi chiedo: Cosa posso fare per sensibilizzare ulteriormente su questo argomento?

    • Federico Catani

      dice su:
      12/07/2016 alle 19:27

      Grazie per l’attenzione e l’affetto.
      Ci chiede cosa può fare: prima di tutto informarsi e formarsi, come già sta facendo. Poi ne parli con familiari ed amici, con i genitori degli amichetti dei suoi figli. Non abbia paura. Purtroppo ci possono accusare di bigottismo e di ottusità, ma non scoraggiamoci e affrontiamo questi argomenti in maniera lucida. Vigili a scuola: senza allarmismi e con molta tranquillità, tenga sotto controllo le attività che preside e docenti svolgono, sollevando obiezioni quando occorre e tenendo presente che è un suo diritto non fa partecipare i suoi figli a lezioni “strane”.
      In caso di problemi o per materiali non esiti a scriverci.
      E se volesse organizzare ad esempio incontri e conferenze sul tema (sarebbe un modo efficace per sensibilizzare), noi siamo a disposizione.
      Un caro saluto.

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