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Home Page > Gender > Chiara Francini in tv manda in onda la fluidità di genere. No alla prima serata!
Chiara Francini presenta Love me gender

In una società che propone sempre più spesso la fluidità e l’instabilità di relazioni affettive e interpersonali, ecco che anche l’identità di genere viene presentata come fluida. Presentata e propagandata tanto da dedicare a questo tema un programma in prima serata.

La voce del buon senso Real Time, infatti, propone questa sera e il prossimo 2 luglio alle 21:10 lo speciale Love me gender, dove l’attrice e conduttrice Chiara Francini compie un viaggio da nord a sud per raccogliere e raccontare le testimonianze di coppie – spesso con figli – che vivono questi cambiamenti di genere. I titoli delle due puntate sono state inoltre incentrate sulla famiglia (Famiglia e Felicità Famiglia) accostando di fatto il tema del gender al concetto familiare, ponendosi la domanda di come saranno quelle che vengono definite dal programma le “nuove famiglie”. Un tema delicato, si sa, che ormai da tempo si pone come centrale in molti dibattiti e discussioni spesso accesi.

Ma un programma in prima serata che esalta la fluidità di genere, con le storie anche di alcuni bambini e figli e famiglie allargate è il mezzo giusto per affrontare e portare avanti la discussione e l’informazione sul tema? Sbagliata anche la contrapposizione controproducente tra il “prima” (vecchio, retrogrado e superato) e il “nuovo” (positivo, moderno e all’avanguardia).

Il programma della Francini si pone inoltre come un racconto del Bel Paese alla scoperta della felicità ai tempi della “gender revolution”. Come detto si tratta di un tema di estrema attualità e in mano all’ideologia ormai, che andrebbe affrontato e discusso in tutt’altra maniera. Dipingere una realtà sovrastimandola ed escludendo a piè pari e senza mezzi termini la stragrande maggioranza di uomini e donne eterosessuali che ad oggi, dati e statistiche alla mano, rappresentano la percentuale più alta di cui si compongono le famiglie italiane, non è già mediaticamente scorretto? Fermate quella prima serata così come è allora…

Salvatore Tropea

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4 Commenti, RSS

  • Ingeborg Friedmann

    dice su:
    26/06/2019 alle 10:05

    Così hanno fatto con il divorzio, l’aborto, pian piano la gente si abitua, è diabolico.

  • Abbasso Le vostre idee

    dice su:
    01/07/2019 alle 15:21

    La prima serata no e la seconda serata si? La vostra politica è va bene se succede se viene tenuto nascosto? Torniamo a quando le persone omosessualità dovevano per forza sposarsi per evitare che la gente li emarginasse? Volete capire che la disforia di genere non è contagiosa? Volete capire che parlarne è soprattutto in prima serata, permetterà alle persone di capire cos’è e soprattutto a chi è stata diagnosticata che non c’è da vergognarsi? E’ colpa di chi la pensa come voi se vengono emarginati!

    • Redazione

      dice su:
      02/07/2019 alle 08:49

      Se lei leggesse anche quello che scrivono gli ex transessuali (che sono tanti e davvero emarginati e bullizzati proprio dalla comunità LGBT), saprebbe che presentare la disforia di genere come un problema che si risolve con gli ormoni e il “cambiamento” di sesso è un errore. E’ un creare un’illusione in persone già profondamente ferite che prima o poi si infrange con conseguenze anor più devastanti.
      La disforia di genere non è contagiosa, certo. Ma non ogni disagio di chi non si accetta è disforia di genere. Presentarla come una cosa “normale”, soprattutto ai ragazzini è estremamente pericoloso per la loro salute e per la loro serenità.

      Purtroppo i peggiori omofobi e trans-fobi sono proprio quelli che dicono di battersi per i “diritti” delle persone con tendenze omosessuali o con disforia di genere.

  • Alessandro Wagner

    dice su:
    16/07/2019 alle 12:18

    Il solito messaggio di un ipocrita… Come tanti poveri Italiani…!

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