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Home Page > Gender > Di Tolve era gay, ora è felice e non è merito dell’OMS!
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E’ uscita una nuova edizione del libro “Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso”
di  Luca Di Tolve.
di-tolve_ero_gay_OMS_transPubblicata da youcanprint , la storia di Luca è destinata a far parlare di sé: da un lato è un segno e una testimonianza per chi si trova in condizione di disagio esistenziale  a causa delle sue attitudini sessuali.

Dall’altro è un motivo di biliosa reazione da parte della Gaystapo e di quella minoranza della popolazione LGBTQIA(…) che ritiene prepotentemente di dover rappresentare tutte le persone omosessuali e di dover imporre la sua ideologia a tutto il genere umano.

Dal risvolto di copertina: «Vittima dell’abbandono da parte del padre quando è ancora un bambino, e del conseguente rapporto sbilanciato con la madre, Luca si ritrova a mettere in discussione la sua identità» e a seguire le sue tendenze omosessuali.

Entra nel mondo ricco e vizioso dell’attivismo LGBTQIA(…).

«Eletto Mister gay negli anni Novanta, Luca incomincia a scalare le vette del successo vivendo ogni esperienza di trasgressione che in quel mondo si possa incontrare, tra sesso, lussuria, potere e gironi infernali. Dietro l’angolo, però, sta in agguato un nemico letale: l’Aids, che senza pietà lo priva nel giro di pochi anni dei migliori amici e anche lui contrae il virus.

A quel punto qualcosa si rompe nell’equilibrio artificiosamente costruito in tutti quegli anni, e Luca intraprende così un percorso di conversione, su base psicologica e religiosa, che lo aiuta a scoprire e a sanare le ferite di tanti anni prima, fino a riappropriarsi della sua identità sessuale.

Un cammino faticoso, fatto di tanti dubbi e cadute, che lo porta fino a Medjugorje, l’incontro con la Madonna e una completa rinascita interiore. Ritrovato se stesso Luca incontra Terry, si sposa nel 2008 e nel 2014 diventa padre, pervaso da una gioia piena e da una pace mai sperimentate prima.»

La sua autobiografia, decisamente controcorrente,  dettata dal desiderio di testimoniare la propria rinascita, può essere acquistata on line, per esempio qui.

Gli abbiamo chiesto  a chi deve la pace e la felicità che ora ha incontrato e che prima invece non conosceva affatto, nonostante i soldi, il successo, il potere: ha risposto, ovviamente, che innanzi tutto la deve alla Madonna, ma che – dal lato terreno – sarà per sempre grato alle terapie riparative del prof. Nicolosi.

Terapie riparative che oggi si vogliono vietare per legge! Ebbene, secondo Luca questi divieti sono vera “omofobia”: si impedisce la libera scelta e la libera autodeterminazione di chi prova disagio nella sua condizione di gay. Si decanta e si celebra la “fluidità di genere” (si può cambiare “genere” più volte anche nel giro di poco tempo), ma chi ha tendenze gay e vive nello stile di vita gay non può liberamente decidere di cambiare…

Anzi chi cambia è reietto, perseguitato, bullizzato, messo alla gogna mediatica…

Gli abbiamo chiesto infine cosa pensa della decisione dell’OMS di derubricare la disforia di genere: ha risposto che l’Oms non ha certo fatto un favore ai trans, così come non ha fatto un favore ai gay quando ha derubricato l’omosessualità dai disturbi del comportamento.

Negare l’esistenza di certi problemi comportamentali, dettati di solito da questioni psico affettive non risolte, toglie alle persone interessate il diritto di risolverli, ai genitori il diritto  di aiutare i propri figli, se da bambini manifestano un rifiuto della propria identità o tengono comportamenti sbagliati e dannosi per se stessi; privano la scienza del diritto e dovere di continuare a studiare le strategie più adatte per risolvere i problemi di chi chiede aiuto.

Chi manifesta disturbi di identità ha bisogno di aiuto, cura comprensione: non perché come troppo facilmente si accusa  “i gay (o i trans) sono malati”: ma perché sono persone che possono manifestare un disagio esistenziale per il quale – se vogliono – hanno il diritto di essere  aiutati…

«In nome della libertà ti negano la libertà – conclude Luca. – Una  piccola minoranza di  “gay” esagitati pretende di rappresentare gli interessi di tutte le persone con tendenze omosessuali: e non fanno il loro bene. La verità è che l’Onu e le sue agenzie, tra cui l’Oms,  hanno incarnato la cultura della morte e la propagandano a ogni livello: si sono  infiltrate elite potenti, votate alla distruzione dell’Uomo, della Donna e della Vita,  al controllo demografico eugenetico. Basta leggere i 29 principi di Yogyakarta, la loro agenda [si veda anche qui, ndR].
È questo che la gente deve sapere. E tutte le persone di buona volontà devono esserne consapevoli per poter  continuare a costituire le fondamenta di una società sana. Solo la protezione e il rispetto della famiglia naturale possono salvare l’umanità da questa ideologia della morte».

Redazione

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