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Home Page > Aborto > Dignità dei bambini non nati: l’esempio di Castro dei Volsci
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Facciamo appello a tutti gli amministratori locali affinché segnao l’esempio del Comune  di Castro dei Volsci e della regione Marche (di cui abbiamo detto qui) perché istituiscano un degno luogo di sepoltura per i bambini non nati: e per rispetto della dignità dei bambini stessi, e per tutela della salute psichica dei loro genitori, specialmente delle madri

Il  consiglio comunale di Castro dei Volsci (FR), nella giornata di ieri lunedì 12 marzo ha approvato all’unanimità dei presenti la  proposta di modifica al regolamento di polizia cimiteriale  del vice sindaco, Leonardo Ambrosi.

Purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi i bambini non nati finiscono per essere smaltiti tra i rifiuti speciali, insieme agli scarti organici delle operazioni chirurgiche.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il vice sindaco Ambrosi che ci ha spiegato come è nata la sua proposta.

«La dottoressa Claudia Ravaldi, specialista in psichiatria e psicologia clinica perinatale, Presidente Nazionale dell’Associazione “CIAO LAPO”,  ha dimostrato con la sua intensa attività clinica e di ricerca come la stessa letteratura scientifica evidenzi che per molte mamme la sepoltura del figlio non nato rappresenti un passo importante per l’elaborazione del lutto.

Se la prima reazione allo stress e al trauma dell’aborto è quello di “negazione” del reale, successivamente ci si dovrà sempre confrontare con quanto si è cercato di rimuovere.

Facilitare, per quanto possibile, l’iter burocratico della sepoltura del figlio non nato, aiuta i genitori a superare definitivamente il dolore elaborandolo, evitando una rimozione effimera perché solo temporanea e apre la donna, nelle migliori condizioni, ad un nuovo eventuale progetto di maternità».

«La legge Iialiana, prosegue Ambrosi,   garantisce sempre la sepoltura dopo la 20° settimana di età gestazionale e precisamente: dopo la 28° settimana l’iter della sepoltura è sempre a carico dei genitori; tra la 20° e la 28° settimana  qualora i genitori non vogliano farsene carico, l’iter è a carico della ASL.

Per le gravidanze con meno di 20 settimane  la sepoltura avviene a richiesta dei genitori che vogliano farsene carico, altrimenti i resti del bambino vengono  smaltiti tra i rifiuti speciali.

Lo stesso Ministro Donat Cattin con la circolare telegrafica (500/2/4/270 del 3/1988 in allegato) del 1988, ne chiariva però il senso auspicando la sepoltura di tutti gli embrioni in cimitero: tale circolare è attualmente applicata solo in Lombardia, Campania e Marche».

«Mi sento in dovere di ringraziare il dott. Gabriele Falconi, Dirigente Medico SC di Ginecologia e Ostetricia presso l’Ospedale San Bortolo di Vicenza che per il tramite di amici in comune mi ha sensibilizzato in quella che mi piace definire una battaglia di civiltà che possa restituire alla coppia un luogo fisico collegato al ricordo del proprio figlio mai nato. Altresì voglio menzionare il prof. Giuseppe Noia,  dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Presidente dell’Associazione Italiana dei ginecologi e ostetrici cattolici,  e la signora Bruna Rigoni, Presidente della Federazione Regionale dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita del Veneto e Vicepresidente nazionale del Movimento per la Vita Italiano».

Redazione


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