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Home Page > Dipendenze > Droga: la dipendenza da sostanze, per molti, è la norma
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Il consumo di droga in Italia, anche tra gli studenti minorenni, presenta numeri allarmanti.

Si può sintetizzare così, in maniera lapidaria ma veritiera, il contenuto della Relazione Annuale al Parlamento 2017 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata il 2 agosto dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La droga più diffusa: la cannabis

La droga attualmente più diffusa in Italia è la cannabis, sia tra la popolazione generale, sia tra i giovanissimi. Si legge nella Relazione: «L’analisi di tutte le fonti istituzionali evidenzia che, in termini di quantità, la cannabis rappresenta la quota più ampia del mercato nazionale delle sostanze illecite. Circa un terzo della popolazione ne ha sperimentato gli effetti almeno una volta nel corso della propria vita, oltre un quarto degli studenti delle scuole superiori ne ha fatto uso nel 2016».

La posizione dei giovani studenti dovrebbe destare molte preoccupazioni e stimolare la riflessione sul piano educativo: infatti, «quasi un terzo della popolazione studentesca (32,4%), circa 804.000 15-19enni, ha utilizzato cannabis almeno una volta nella vita, il 25,8% (circa 640.000) ne ha fatto uso nell’ultimo anno (consumo recente) e il 16,1%, 400.000 studenti, ha riferito di averla consumata nel corso del mese in cui ha partecipato allo studio (consumo corrente)». Tutto questo nonostante «la metà degli istituti scolastici superiori ha previsto di realizzare giornate/attività specificatamente dedicate alla prevenzione del consumo delle sostanze psicoattive, mostrando negli ultimi anni un progressivo aumento dal 2014».

Un fatto importante è anche l’aumento della disponibilità di prodotti derivati dalla cannabis, con più o meno elevati contenuti di THC, il principio attivo. Si diffondono a livello europeo anche gli Spice, ossia i cannabinoidi sintetici. Tutto questo con un grado di purezza delle sostanze che si mantiene molto variabile.

Donne e uomini: si riducono le differenze

Un altro aspetto interessante sottolineato nella Relazione è la riduzione del gap tra uomini e donne nel consumo di droghe: «Tra le più interessanti evoluzioni – si legge – caratterizzanti il mondo delle sostanze psicoattive illegali, un posto di particolare rilievo è occupato dal ruolo crescente delle donne in termini di consumi. Nonostante il genere femminile sia caratterizzato da una percezione dei rischi correlati all’uso di sostanze più alta rispetto al genere maschile, è aumentata sia la percentuale di studentesse delle scuole secondarie superiori che ha sperimentato almeno una sostanza psicoattiva illegale (30%), sia la percentuale di quelle che hanno sperimentato Nuove Sostanze Psicoattive (3%). A conferma di questa tendenza, si osserva anche un incremento del numero di ragazze che ha un consumo di sostanze definibile “ad alto rischio”, come la poliassunzione o l’uso quotidiano. […] L’impressione generale è dunque che complessivamente il mondo “donne e droga”, pur caratterizzato da livelli di consumi, denunce, arresti e richieste di trattamento molto inferiori rispetto a quello degli uomini, assuma in alcuni ambiti caratteristiche molto preoccupanti».

Il mercato della droga

La spesa complessiva del mercato della droga, per il solo 2016 in Italia, è stata di 14 miliardi di euro, ripartiti in: cocaina (43%), cannabis (28,2%), eroina, (16,2%) e altre sostanze sintetiche (12.7%). Una cifra impressionante, che copre il 75% del complesso delle attività illegali stimate.

La droga: una piaga sociale

La droga è dunque sempre più una piaga sociale: costituisce un costo per il Sistema Sanitario Nazionale, è fonte d’impegno per le Forze dell’Ordine, spesso è all’origine di disordini pubblici, è fonte di incidenti stradali… e si potrebbe continuare.

L’aspetto più problematico rimane tuttavia lo stato di “instupidimento” collettivo che provoca l’uso di droga e i danni a lungo termine: la droga – anche quella “leggera” come la cannabis – toglie lucidità e prontezza a chi ne fa uso, rendendoli passivi di fronte alla realtà e sempre più dipendenti dalla sostanza. Le conseguenza di tutto questo sono gravi e sono sotto gli occhi di tutti: stiamo andando sempre più verso una società composta da manichini manipolabili, “dipendenti”.

Il potere esulta, l’umanità piange su se stessa. Ci sveglieremo o finiremo tutti anestetizzati?

Teresa Moro

Fonte: Relazione Annuale 2017


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