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Home Page > Gender > Gay Pride a Pompei: Spadafora rompe la tregua?
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Ieri il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora ha dichiarato su Facebook che prenderà parte al Gay Pride di Pompei, aggiungendo che lo farà «in rappresentanza del Governo».

Qui sotto il post di Spadafora sul Gay Pride odierno a Pompei.

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Alla luce di questa dichiarazione di Spadafora sul Gay Pride di Pompei sorge una domanda: il Governo rompe la tregua sui temi etici? La dichiarazione, infatti, con l’aggiunta di «in rappresentanza del Governo», nonché dell’affermazione «ci sarò nello svolgimento del mio incarico» legittima questo interrogativo.

Pare infatti che un rappresentante del Governo ratifichi l’esibizionismo sessuale in nome di pseudo diritti, e promuova una agenda politica che conduce direttamente all’utero in affitto e alla negazione del diritto dei bambini a nascere e crescere con mamma e papà.

Ci auguriamo che la parte più sana del Governo smentisca presto questa linea e metta al centro dell’azione politica la difesa dei diritti dei bambini e la promozione della famiglia naturale.

Aggiornamento

Nel tardo pomeriggio il Ministro della famiglia Lorenzo Fontana ha pubblicato un post sul Gay Pride di Pompei, in risposta a quanto affermato da Spadafora. Scrive Fontana che «il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del Governo, né tantomeno della Lega». La famiglia è infatti una sola, prosegue quindi il ministro: quella naturale, sancita e tutelata dalla Costituzione italiana.

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Redazione

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2 Commenti, RSS

  • Massimo Milazzo

    dice su:
    02/07/2018 alle 17:15

    Grande stima per il ministro Fontana, mai una parola scomposta. Alle prossime elezioni la Lega merita il voto già solo per questo ministro.

  • Mario Costa

    dice su:
    07/06/2019 alle 11:37

    Sti grillozzi pur di apparire e darsi una motivazione per essere arrivati fino al governo non perdono occasione per dire str.. Bene ha fatto il ministro Fontana a stigmatizzare l’iniziativa. MA.. Sarebbe ora che i componenti tutti si mettessero d’accordo per controllare i cani sciolti, altrimenti il caos genara caos ilcosta

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