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Home Page > Gender > Gender a scuola: il MIUR mette in cattedra i “prof” LGBT
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Abbiamo detto e ripetuto, a proposito della propaganda gender a scuola, che il comportamento del MIUR è ambiguo e irrispettoso delle istanze che provengono dalle famiglie italiane.

Le circolari che a parole assicuravano che non vi sarà propaganda ideologica gender nelle scuole, sono state seguite da una riunione farsa del MIUR con il FONAGS, il 5.7.16, nella quale alle Associazioni dei genitori non è stata neanche data la bozza delle linee guida, ma solo chiacchiere.

Da fonti credibili e riservate, invece, risulta che dette linee guida, sono infarcite dei soliti temi, redatti in perfetta “neolingua”: «Superamento e decostruzione degli “stereotipi” e dei “pregiudizi sull’orientamento sessuale”, “discriminazione di genere”, “la differenza sessuale può essere vissuta secondo uno spettro ampio di inclinazioni, affinità, scelte”, “le differenze di orientamento sessuale [vanno messe] su un piano di parità e opportunità di conoscenza : sono infiniti i pregiudizi e gli stereotipi che vengono spacciati come naturali».

Sappiamo bene che grazie a locuzioni molto meno esplicite di queste è stato finora permesso di realizzare tutte le attività tese e far propaganda al gender, all’omosessualismo e alla sessualizzazione precoce dei bambini che abbiamo ampiamente documentato nel nostro dossier. Cosa si potrà fare nelle scuole dopo queste linee guida?

E’ facile intuirlo. Anche perché si parla esplicitamente di “collaborazione con l’UNAR” (che abbiamo già  visto cosa ha prodotto). Anzi si fa riferimento al sito www.noisiamopari.it, cui è accreditato il meglio dell’associazionismo LGBTQIA(…) e  nessuna Associazione di Genitori o di Famiglie: avremo quindi in cattedra l’Arcigay  ad insegnare ai nostri bambini “la parità di genere” e “l‘educazione sentimentale“, cui stanno lavorando anche in Parlamento. Le associazioni LGBTQIA(…) saranno accreditate come enti di formazione al MIUR!

Pare inoltre che sia stato eliminato ogni riferimento all’art. 29 della Costituzione (quello che parla della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio).

 Mentre “l’ educazione alla parità e alla non discriminazione , intesa in tutte le sue accezioni è interconnessa ai contenuti di tutte le discipline . Di conseguenza, coinvolge tutti i docenti”, alla faccia della libertà d’insegnamento (art. 33 Cost.) e del consenso informato dei genitori: se l’indottrinamento gender viene fatto dai docenti di tutte le discipline in orario scolastico, i genitori vengono completamente scavalcati.

Redazione

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2 Commenti, RSS

  • enzo antonietti

    dice su:
    08/07/2016 alle 11:35

    Questo paese sta procedendo su una deriva rivoltante. Più ci penso e più mi autoconvingo che fanno bene i pensionati italiani ad andare in paesi tipo l’Albania. Si ottengono due risultati: si risparmiano i soldi sul costo della vita e non si è alle prese con certi figuri la cui moralità è a livello meno dello zero assoluto.

  • antonio amato

    dice su:
    15/02/2017 alle 19:27

    Sembra incredibile che per tutti questi anni la civiltà si sia basata su stereotipi e costrizioni imposte da religione e costumi obsoleti… I genitori vorrebbero propagare ancora quest’ondata di ipocrisia e categorie preimpostate (e discriminazione), ma il MIUR ha ragione a passare sopra le loro false convinzioni. Non si dovrebbe chiedere il permesso di progredire a chi non ha le capacità istituzionali per farlo.

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