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Home Page > Notizie dall’Italia > Gender: in Piemonte tesserini con sesso di elezione
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La teoria gender non esiste, ci dicono. A forza di sentirlo ripetere, a qualcuno può davvero venire il dubbio che sia tutta un’invenzione di certi omofobi fanatici che non si rassegnano al mutare dei tempi e non accettano di rispettare tutti gli orientamenti sessuali.

Ad alcuni sembrerà eccessivo anche l’allarmismo che se ne fa. Si potrebbe infatti pensare che determinate follie magari si diffondono in altri Paesi, ma da noi non arriveranno mai…

Ebbene, lo scorso 23 giugno, la Regione Piemonte ha deliberato che i suoi dipendenti potranno inserire sul proprio tesserino il sesso in cui si riconoscono, a prescindere da quello che è riconosciuto a livello anagrafico.

Ecco il lancio di agenzia dell’Ansa:

La Regione Piemonte riconosce il sesso “di elezione” dei propri dipendenti, che d’ora in poi potranno avere sul tesserino identificativo il nome corrispondente al genere scelto, anche se all’anagrafe figurano con il genere opposto. Saranno i dipendenti della Giunta regionale a poter chiedere il tesserino identificativo “consono al genere d’elezione”. Lo ha deciso la Giunta Chiamparino nella seduta di oggi, approvando una proposta dell’assessore ai Diritti, Monica Cerutti. Analoghi provvedimenti sono già stati adottati dal Consiglio regionale e dal Comune di Torino.

“Grazie al tesserino identificativo consono al genere d’elezione – spiega Cerutti – i dipendenti della Giunta vedranno riconosciuto il proprio genere e potranno vivere liberamente la loro identità. Si tratta di un diritto riconosciuto anche dalla Corte Costituzionale, che ha specificato come nel concetto di identità personale debba rientrare anche quello di identità di genere, che non sempre è conforme al corpo biologico”. “Nel rispetto dell’interpretazione di alcune sentenze – aggiunge – verrà anche riconosciuta l’identità di genere di chi è in fase di transizione o dei dipendenti che sentono di appartenere a un determinato genere non corrispondente a quello attribuito anagraficamente”. “Un provvedimento di questo tipo – rimarca – è in grado di migliorare la condizione lavorativa di chi ne vorrà usufruire”. Bludental

A questo punto sorgono spontanee almeno tre domande. La prima: queste decisioni di alto valore politico sono o non sono dettate dalla teoria gender? La seconda: se una persona è “gender fluid” e volesse cambiare la propria identità giorno per giorno, come ci si dovrà comportare? Infine, last but not least: a quando un provvedimento per la diversa strutturazione dei bagni nel Palazzo della Regione?

Fonte: Ansa

Redazione

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Un Commento, RSS

  • Antonella Facco

    dice su:
    15/07/2015 alle 20:25

    Un commento? Sono senza parole! Ironia bella ed appropriata.
    Antonella Facco

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