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Home Page > Notizie dall’Italia > La gaystapo contro Radio Globo: colpita e affondata la libertà di pensiero
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La gaystapo colpisce ancora e stavolta il bersaglio è Radio Globo, colpevole di aver permesso, a uno dei suoi speaker, di esprimere liberamente il proprio pensiero sulle unioni omosessuali con la seguente dichiarazione, avvenuta nel settembre del 2018 durante la trasmissione mattutina The Morning Show: «Ho visto due uomini che pomiciavano […] e provavo anche un certo disgusto […], perché mi immedesimo».

La voce del buon senso Una libertà, oggi, impensabile, al punto che Gay Center e Arcigay Roma si sono subito messe all’opera arrivando a chiedere agli sponsor di cessare le loro pubblicità su Radio Globo, attraverso una martellante campagna sui propri social. Insomma, i soliti metodi minatori, tipici del mondo arcobaleno che, però, non hanno affatto intimidito l’emittente radiofonica che ha citato le due associazioni in giudizio chiedendo di far cessare le loro pressioni sugli sponsor. Ma stavolta hanno vinto le associazioni Lgbt: in una nota di pochi giorni fa, infatti, Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center ha dichiarato: «Oggi il Tribunale Civile di Roma ci dà ragione, affermando che è lecita l’obiezione commerciale e condanna Radio Globo alle spese processuali».

Per tutta risposta, Radio Globo, sul suo sito internet, ha sentito la necessità di difendersi tanto dalle gravi accuse di omofobia quanto dal terribile e martellante boicottaggio, riportando sia l’audio della puntata incriminata, sia una dichiarazione chiara ed esplicita in cui difende a spada tratta il suo diritto alla libertà di pensiero e di parola:

«Radio Globo, dopo l’ennesimo attacco alla sua immagine, ritiene quanto mai opportuno ripercorrere i tratti salienti delle puntate radiofoniche su cui si fonderebbero le gravissime e tendenziose accuse di “omofobia” pubblicate dal Gay Center nella persona del suo portavoce, Signor Fabrizio Marrazzo. La nostra Emittente radiofonica è fiera di poter affermare, senza timore di essere smentita, di non imporre linee di pensiero politico, sessuale, religioso e così via. E proprio in virtù della nostra indiscutibile libertà di pensiero ed opinione, i nostri speaker sono altrettanto liberi di esprimere ciò che sentono, senza alcun condizionamento editoriale […]. Molto semplicemente, la nostra Radio dà voce a chi ha qualcosa da dire, consapevole che talune esternazioni non saranno “gradite” da una parte delle persone che ci ascoltano».

Insomma, siamo forse di fronte a vere e proprie “prove tecniche” di dittatura? E se dovesse passare la famigerata legge contro l’omofobia (la cui approvazione, tra l’altro è stata nuovamente invocata da Marrazzo in questa occasione) che introduce un vero e proprio “psicoreato” che succederebbe? A quel punto non sarebbe nemmeno necessario essere davvero contro gli omosessuali per subire la condanna alla galera, perché verrebbe messo in atto un vero e proprio processo alle intenzioni. Basterebbe pensare. E soprattutto esprimere un pensiero difforme, scegliere una posizione non allineata con il mainstream del politicamente corretto e sarebbe subito aperta la caccia agli “omofobi”!

Manuela Antonacci

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