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Home Page > Aborto > Le radici profonde della violenza: l’aborto
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Margherita Borsalino*, scrive alla Nuova Bussola Quotidiana: è l’aborto «la causa che è la madre di tutta la violenza perpetrata nel nostro tempo, sia per la sua natura che nega la legge naturale stessa inscritta nel cuore di ogni donna, sia per il numero impressionante di casi nel nostro Stato: sei milioni di aborti legalizzati in Italia dalla legge 194 di 40 anni fa».

Aborto, violenza e legge ingiusta

Poi ricorda le parole di Madre Teresa quando ritirò il Nobel nel ’92: «Se una madre può uccidere il suo stesso figlio nel suo grembo, distruggere la carne della sua carne, vita della sua vita e frutto del suo amore, perché ci sorprendiamo della violenza e del terrorismo che si sparge intorno a noi?» e del Mahatma Gandhi: «una legge ingiusta fa uno stato ingiusto».

Famiglia

E prosegue: «Viviamo in una Italia dove tristemente le famiglie si sfasciano per la incapacità di accettare sofferenze piccole o grandi, i limiti dell’altro, ma soprattutto perché il “verme” della morte vive nel cuore di tante madri, padri, fratelli, sorelle che hanno negato il diritto alla vita di un membro della loro famiglia. È triste considerare che a sottoscrivere la “194”, 40 anni fa, furono politici sedicenti cristiani.

Pusillanimità dei sedicenti cattolici

È tristissimo oggi vedere i frutti mortiferi di una legge che, per la pusillanimità di molti parlamentari ed ecclesiastici sedicenti cattolici, nessuno ha più osato, dopo il referendum, ridiscutere quella legge infame alla luce dei risultati deleteri per la società e la famiglia. Anzi, non esiste in Italia la registrazione delle conseguenze dell’aborto, sia fisiche, ma soprattutto psichiche e sociali sulla donna e la sua famiglia».

«Nessuno tocchi la 194»: sembra questo il tacito accordo che hanno stretto i sedicenti cattolici con l’ala laicista della politica – dice la Borsalino: «Sono in gioco interessi ben più forti: la scuola cattolica, l’8 per mille, ICI, o IMU che dir si voglia sulle proprietà della Chiesa! Da questo dilagare di omicidi irragionevoli, disumani, inescusabili, nasce più che da qualsiasi altra causa il dilagare della violenza piccola e grande. Se possiamo impunemente, anzi asetticamente, togliere la vita al nascituro, come non potremo addirittura ridere e gloriarci di far cadere a terra il vecchio inerme togliendogli il bastone?»

Libertà e autodeterminazione

E dopo aver ricordato la profezia di Fatima e le visioni infernali dei pastorelli, infine conclude: «L’uomo del XXI secolo non deve obbedienza a nessuna legge morale, né a quella naturale scritta nella retta coscienza, né tantomeno alla legge di Dio perché “Egli non esiste”.
In altre parole, da noi sono maturati tutti i frutti venefici del comunismo che, insieme ad un capitalismo sfrenato, si manifestano in tutta la loro potenza distruttiva della società. I 50 anni dal ’68, poi, ci hanno regalato gli slogan libertari: nessuna legge, nessun divieto, nessuna autorità, né in famiglia né nello Stato: libertà …. di uccidere». 

No comment. Grazie, signora Margherita.

Redazione

*La signora Borsalino è la moglie del compianto Giuseppe Garrone, fondatore con Mario Paolo Rocchi del Movimento per la Vita, del Progetto Gemma, delle Culle per la Vita e del telefono verde “SOS Vita”.


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Un Commento, RSS

  • Francesco Aagasso

    dice su:
    01/03/2018 alle 21:13

    Cara Margherita, sono Franco e spero di fare anche di più per la Vita. Te ne ho già parlato, ci vuole anche l’impegno politico ma temo nonostante le difficoltà di non aver fatto abbastanza perego la Madonna per riuscire a fare di puù in tanti campi contro l’aborto. Grazie, Franco.

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